Lunedì 13 aprile 2026 si è svolto presso la Camera dei Deputati l'incontro dal titolo:
Educazione e protezione digitale. Quali alleanze per un'azione comune in Italia e in Europa, durante il quale si è tenuta la presentazione della nuova
Fondazione Patti Digitali ETS e un confronto pubblico sulle recenti politiche a livello globale sulle età minime per smartphone, social media e chatbot di IA generativa. La Fondazione Patti Digitali ETS nasce come soggetto nazionale indipendente per raccoglie professionisti e istituzioni nell'ambito della protezione dei minori online e coordinare e rafforzare le oltre 20.500 famiglie e gli oltre 200 gruppi locali che fanno parte della Rete Patti Digitali.
L'incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali dell’On.
Anna Ascani, Vicepresidente della Camera dei Deputati, e della Ministra della Famiglia
Eugenia Roccella. Il Prof.
Marco Gui, docente di Sociologia dei media all’Università di Milano-Bicocca e Presidente della Fondazione, ha aperto i lavori sottolineando la necessità di analizzare l'impatto di smartphone e chatbot di IA generativa sui più giovani:
Questa giornata è davvero l’occasione per fare squadra e provare ad affrontare le sfide dell'educazione e protezione digitale in modo coordinato. La rete dei Patti Digitali, con i suoi 240 gruppi locali, mira a far lavorare insieme i genitori e i pediatri, gli insegnanti e gli amministratori locali, chiedendo il supporto della politica nazionale - Marco Gui
Gli interventi sono stati moderati da
Stefania Garassini, giornalista, docente e membro del Cda della Fondazione Patti Digitali, tra gli illustri ospiti il Prof.
Stefano Vicari, (Professore Ordinario Università Cattolica e Direttore Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza Ospedale Bambino Gesù di Roma) ha fornito dati clinici preoccupanti: circa 11,2 milioni di minori nell’UE (il 13%) soffrono di problemi di salute mentale, con il suicidio che rappresenta la seconda causa di morte tra i 15 e i 19 anni (Fonte: Unicef). Vicari ha osservato come il legame tra questo incremento e la diffusione degli smartphone sia tangibile nella propria Unità Operativa. Piuttosto che sanzioni punitive, il professore ha invocato investimenti precoci su scuola, supporto alla genitorialità e creazione di reti territoriali che inizino sin dalla fase prenatale, poiché la prevenzione richiede un rafforzamento delle relazioni in presenza.
Sulla stessa scia, lo scrittore e insegnante
Alessandro D’Avenia ha analizzato la radice del problema: il disagio giovanile non è un incidente di percorso, ma un effetto strutturale dell'architettura dei social media. Secondo D’Avenia, consegnare ai minori strumenti "intrinsecamente tossici" basati su algoritmi privi di etica significa radicalizzare le naturali fragilità dell'adolescenza. La soluzione, ha ribadito, risiede in un’alleanza necessaria per sottrarre i ragazzi alla dipendenza e ripristinare la "profondità perduta dell'attenzione analogica".
Elena Bozzola (Coordinatrice Comm. Dipendenze Digitali Società Italiana di Pediatria) ha invece presentato il "family plan digitale", elaborato dalla SIP. Il progetto propone un accordo familiare per regolare tempi e contenuti, puntando sul dialogo e sull'esempio attivo dei genitori piuttosto che su semplici divieti. L'obiettivo è creare un'alleanza tra medici e famiglie affinché la tecnologia smetta di essere un pericolo e diventi una risorsa equilibrata, rispettosa del benessere psicofisico e delle tappe evolutive dei bambini.
Il Presidente del Forum Nazionale delle Associazioni familiari,
Adriano Bordignon, ha spiegato come la “questione digitale” sia un tema che impatta in modo prepotente sulla vita delle famiglie, spronando a creare - partendo da questo evento - una larga alleanza, capace di coinvolgere tutte le migliori forze del paese per integrare senza preclusioni la dimensione educativa e culturale con la dimensione protettivo-normativa.
Le testimonianze dei Patti di Roma Monteverde e Bagno a Ripoli, portate da
Anna Dalton e
Silvia Innocenti Becchi, hanno mostrato come l’azione territoriale dei genitori possa diminuire la pressione sociale ad anticipare la connessione permanente dei bambini. Grazie al supporto della Fondazione, gruppi spontanei di mamme e papà hanno sottoscritto accordi condivisi su social e smartphone (es. età di arrivo, linee comuni di regolamentazione), estendendo poi il confronto ad altre famiglie e istituzioni. È nata così un’alleanza di comunità che supera la solitudine delle scelte educative in favore di una gestione consapevole e partecipata.
Questa rete si è estesa anche alle amministrazioni locali e regionali.
Anna Scavuzzo, Vicesindaca e assessora all’educazione del Comune di Milano, ha ripercorso il lavoro avviato nel 2022 che ha portato alle “Raccomandazioni di Milano per il benessere e la sicurezza digitale di bambini/e e pre-adolescenti”, grazie alla creazione della prima rete strutturata tra Università, pediatri e famiglie per affrontare l'impatto del digitale sui minori.
Anche
Gloria Sernagiotto, Assessore alle Politiche Educative, Giovanili e Pubblica Istruzione del Comune di Treviso, ha condiviso l'impegno del proprio Comune nel supportare le azioni dei Patti Digitali della zona, come quelle che si stanno svolgendo all’Istituto comprensivo Felissent.
Gli interventi dei/lle on.
Marianna Madia, Lavinia Mennuni, Giulia Pastorella, Giorgia Latini, Devis Dori, Erika Stefani, Gilda Sportiello e di Marina Terragni, Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza hanno mostrato il grande spazio esistente per l’elaborazione di soluzioni che rappresentino la percezione e l’impegno politicamente trasversale con cui il problema è sentito nella società.
L'altissima percentuale di favorevoli a una legge restrittiva (88,8%, secondo un'indagine realizzata da Demetra) potrebbe nascondere una tentazione di delega allo Stato. La Fondazione Patti Digitali sottolinea invece che la legge deve essere accompagnata da una trasformazione culturale dal basso. La sfida è colmare il divario tra la rapidità dell'innovazione tecnologica e la capacità della società di gestirla, contrastando la solitudine educativa attraverso norme condivise, ricerca scientifica e il sostegno concreto di una comunità educante unita. In conclusione dell’evento, il Presidente Marco Gui ha comunicato gli impegni della Fondazione per il prossimo periodo: supportare la rete tra le amministrazioni locali impegnate nella regolamentazione digitale; implementare una campagna di comunicazione nazionale su nuove pratiche genitoriali di gradualità digitale; contribuire alla definizione di un curriculum di educazione digitale condiviso nella fase della pre-adolescenza.
In questo speciale le interviste realizzate da Rai Scuola durante l'incontro.