L'Intelligenza Artificiale da un punto di vista linguistico
Paolo D'Achille
Paolo D'Achille è il presidente dell'Accademia della Crusca, fondata a Firenze tra il 1582 e il 1583 e uno dei principali punti di riferimento in Italia e in tutto il mondo per quel che riguarda gli studi e le ricerche sulla lingua italiana. E' inoltre professore ordinario di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi Roma Tre.
Nel suo intervento prende in analisi questo nuovo strumento tecnologico da vari punti di vista.
La cultura umanistica ha sempre guardato con sospetto alle nuove tecnologie e questo è un errore perchè portano anche benefici e bisogna saperle adoperare bene. Quando è nata la televisione gran parte degli intellettuali pensavano potesse avere un impatto negativo, ma non è stato così soprattutto nella prima fase in cui si è trasformata anche in maestra di italiano.
L'Intelligenza Artificiale per quel che riguarda le materie umanistiche può essere positiva, sicuramente aiuta e favorisce nelle traduzioni e potrebbe fare venire meno col tempo il monolinguismo inglese. Consente infatti a ognuno di potere scrivere nella propria lingua e lasciare all'Intelligenza Artificiale il compito di tradurre in un'altra lingua, fornendo e spiegando dei dati. La lingua su cui è calibrata è l'inglese e questo può determinare falsi amici, interferenze ed è un punto da tenere sotto controllo.
L'intervista è stata realizzata nel corso del convegno Libro, carta e penna. Il valore della lettura e della scrittura su carta nell’era dell’IA, tenutosi a Roma, presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Nel suo intervento prende in analisi questo nuovo strumento tecnologico da vari punti di vista.
La definizione di Intelligenza Artificiale non è corretta da un punto di vista linguistico. Si tratta infatti di una grande memoria ed è meglio non affidare agli strumenti alcune qualità umane.
La cultura umanistica ha sempre guardato con sospetto alle nuove tecnologie e questo è un errore perchè portano anche benefici e bisogna saperle adoperare bene. Quando è nata la televisione gran parte degli intellettuali pensavano potesse avere un impatto negativo, ma non è stato così soprattutto nella prima fase in cui si è trasformata anche in maestra di italiano.
L'Intelligenza Artificiale per quel che riguarda le materie umanistiche può essere positiva, sicuramente aiuta e favorisce nelle traduzioni e potrebbe fare venire meno col tempo il monolinguismo inglese. Consente infatti a ognuno di potere scrivere nella propria lingua e lasciare all'Intelligenza Artificiale il compito di tradurre in un'altra lingua, fornendo e spiegando dei dati. La lingua su cui è calibrata è l'inglese e questo può determinare falsi amici, interferenze ed è un punto da tenere sotto controllo.
Non bisogna tenere le porte chiuse all'Intelligenza Artificiale, studiarla e conoscerne potenzialità e limiti perchè possa essere un sussidio e non un pericolo.
L'intervista è stata realizzata nel corso del convegno Libro, carta e penna. Il valore della lettura e della scrittura su carta nell’era dell’IA, tenutosi a Roma, presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito.