Ansia, isolamento e studio: come le università supportano gli studenti

Intervista con Anna Maria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza

Anna Maria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma, offre un quadro chiaro e articolato delle attività di supporto psicologico rivolte a studentesse e studenti nel contesto universitario. Nella nostra intervista, sottolinea come oggi le università adottino un approccio integrato ed esteso, progettando servizi specifici non solo per intervenire sul disagio, ma soprattutto per prevenirlo.

Al centro di questo sistema c’è il counseling psicologico, uno spazio accessibile in cui studentesse e studenti possono trovare ascolto, una prima valutazione delle difficoltà e, se necessario, essere indirizzati verso percorsi più approfonditi, anche psicoterapeutici. Le problematiche più frequenti riguardano l’ansia legata agli esami – spesso paralizzante – difficoltà nello studio, disturbi dell’alimentazione, ma anche aspetti depressivi e difficoltà relazionali.

Un dato particolarmente rilevante riguarda l’aumento dei problemi di socializzazione, accentuati nel periodo post-pandemico. Sempre più giovani riportano sentimenti di isolamento e solitudine, oltre a difficoltà nell’instaurare relazioni affettive. In questo contesto, Giannini evidenzia anche l’impatto dei social media e delle nuove tecnologie: il tempo eccessivo trascorso online rischia di sostituire le relazioni reali, rendendo fondamentale un’azione di prevenzione e sensibilizzazione.

Le università, spiega la direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, lavorano attivamente per promuovere questi servizi, diffondendo informazioni attraverso siti web, attività in aula e comunicazioni capillari. L’obiettivo è duplice: aumentare la consapevolezza dei servizi offerti e ridurre le resistenze nel chiedere aiuto. In questa direzione, strumenti come il bonus psicologo e la gratuità dei servizi universitari rappresentano un passo importante per rendere il supporto psicologico più accessibile.

Nel caso della Sapienza, l’offerta è particolarmente ampia: oltre al counseling, sono attivi centri specializzati su disturbi alimentari, violenza di genere, disturbi del sonno, ansia e depressione. Tra le iniziative più significative, anche un centro antiviolenza aperto non solo alla comunità universitaria ma al pubblico esterno.


Per Giannini, un elemento chiave è il monitoraggio costante dei servizi: non solo il numero di accessi, ma anche l’efficacia dei percorsi, i miglioramenti registrati e gli eventuali invii a trattamenti specialistici. Questo sistema consente un miglioramento continuo basato su dati scientifici, in un modello “circolare” che integra formazione, ricerca e intervento.

Il messaggio finale è chiaro: la psicologia non deve essere considerata solo come risposta al disagio, ma come parte integrante della vita quotidiana, una vera e propria “manutenzione del benessere”. Un cambio di prospettiva che le università stanno contribuendo a diffondere, rendendo il supporto psicologico sempre più vicino e accessibile.