Happy Teaching: la app per monitorare il benessere degli insegnanti
Sviluppata dall'Università LUMSA
Il progetto nasce da una duplice esigenza: sostenere i docenti nel lavoro quotidiano attraverso lo sviluppo della capacità di individuare precocemente i segnali di disagio, promuovendo l’automonitoraggio e la richiesta di aiuto; offrire alle scuole uno strumento agile, anonimo e scientificamente fondato per monitorare lo stato di salute del personale docente, utile ai dirigenti scolastici chiamati ad assolvere obblighi di legge in tema di prevenzione e monitoraggio del rischio da stress lavoro-correlato. Un’iniziativa che fa parte del più ampio impegno dell’Università LUMSA sui temi della salute e del benessere nei contesti educativi, con l’obiettivo di supportare scuole, docenti e dirigenti nella costruzione di ambienti educativi più sani e sostenibili.
Durante la presentazione del progetto, tenutasi presso l'aula Giubileo dell'Università LUMSA, la professoressa Caterina Fiorilli, direttrice del dipartimento Scienze Umane dell’Università LUMSA e responsabile del progetto Happy Teaching, ha così dichiarato:
Negli ultimi anni, le attività condotte dal nostro gruppo di ricerca sul benessere degli insegnanti hanno consentito di monitorare in modo sistematico indicatori quali lo stress, il disagio emotivo e le sofferenze psicofisiche degli insegnanti di ogni ordine e grado. I dati raccolti delineano un quadro chiaro: in media, un insegnante su due sperimenta, per periodi prolungati, una significativa stanchezza emotiva e cognitiva che impatta negativamente sulle prestazioni professionali. Problemi di attenzione, concentrazione, memoria, capacità di risolvere problemi legati alla gestione della classe, difficoltà nella gestione dell’ansia e della rabbia rappresentano alcuni dei segnali più allarmanti che gli insegnanti riferiscono nelle interviste e nei colloqui condotti nell’ambito dei diversi progetti di ricerca.
Lo stato di salute dei docenti influenza direttamente la motivazione allo studio e l’impegno scolastico dei propri studenti: una relazione che dovrebbe allarmarci e spingerci a non sottovalutare i primi segnali di difficoltà che gli insegnanti provano e manifestano a scuola.
I dati internazionali confermano questo quadro: il 56% degli insegnanti considera fonte di stress l’eccessivo carico di lavoro amministrativo, mentre per il 48% degli insegnanti il rapporto con i genitori degli studenti rappresenta una fonte significativa di stress (fonte: OECD, TALIS 2024). È a partire da questo percorso di ricerca che nasce l’Osservatorio Scuola e Benessere (OSB) dell’Università LUMSA. con l’obiettivo di dare continuità e struttura permanente alle attività di monitoraggio, studio e trasferimento delle conoscenze sul tema del benessere degli insegnanti e delle comunità scolastiche.
Nella stessa occasione, il prof. Umberto Moscato, associato di Medicina del Lavoro all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha dichiarato durante il suo intervento:
Il burnout è definito dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità come una sindrome derivante da stress cronico sul posto di lavoro, che non è stato gestito con esito positivo. Le professioni più colpite sono tendenzialmente quelle “d'aiuto” ovvero quelle che, a causa dell'alto carico emotivo e relazionale come avviene in sanità, nell’insegnamento, nelle forze dell'ordine o nell’assistenza sociale, possono provocare esaurimento emotivo e fisico. Il burnout si manifesta, essenzialmente, con stanchezza cronica fin dal mattino (circa il 31% dei casi), dovuta all’esaurimento emotivo che si manifesta fisicamente con insonnia o disturbi del sonno, mal di testa, disturbi gastrointestinali, talora riflettendosi su diversi apparati ed organi quali anche la funzionalità cardiaca e, dal punto di vista comportamentale e cognitivo, con difficoltà di concentrazione, irritabilità, ansia, e calo della motivazione, influenzando globalmente non solo la vita lavorativa quanto quella privata.
La sperimentazione di ‘dispositivi indossabili discreti di tipo digitale’, che misurano ‘bioparametri’ possono coadiuvare (non sostituire), quando correlabili, le valutazioni psicologiche o mediche sul lavoratore combinando dati soggettivi/percettivi a dati oggettivi e, di conseguenza, rendendo maggiormente solida l’identificazione preventiva della possibile evoluzione in burnout del lavoratore e potenzialmente rendendo più ‘personalizzato’ e, per questo efficace, il percorso eventuale di supporto/terapia.
Happy Teaching consente agli insegnanti di automonitorare in modo semplice il proprio stato di benessere: scaricando l’app sullo smartphone e compilando questionari dedicati l’utente riceve un feedback personalizzato basato su un sistema a “semaforo”, pensato per favorire consapevolezza e orientamento. L’app include inoltre una sezione “Risorse”, con indicazioni e suggerimenti fondati sulla letteratura scientifica, utili a sostenere concretamente il benessere degli insegnanti nella quotidianità professionale.