Il primo volo nello spazio: Jurij Gagarin

L'astronauta muore il 27 marzo 1968

Aveva 27 anni Jurij Gagarin (1934 - 1968) quando venne scelto tra 3461 candidati per compiere la missione del secolo: primo nella storia dell'umanità, il 12 aprile del 1961 è salito a bordo della navicella Vostok 1 e ha lasciato l'atmosfera terrestre per compiere un giro della Terra in 108 minuti a una quota massima di 302 km. 

Fino a quel momento, le prove e gli esperimenti effettuati dai sovietici (senza esseri umani a bordo) non sempre erano andati a buon fine, e Jurij, nell'accettare la missione, dimostrò un grande coraggio e la volontà di mettere in gioco la propria vita per la ricerca scientifica. Alle 9:07 del mattino dal cosmodromo (la base di lancio dei missili) di Baikonur, in Kazakistan l'Unione Sovietica, in gran segreto, lanciò il Vostok 1 oltre l'atmosfera. Temendo un ennesimo fallimento, non venne fatto alcun annuncio fino a che la missione non fu terminata.

Il volo in orbita durò 88 minuti e la navicella, gestita quasi esclusivamente a terra da supercomputer sovietici, raggiunse velocità pazzesche almeno per l'epoca, arrivando a volare a 27.400 km/h. Al termine del "viaggio cosmico", Gagarin tornò sano e salvo a Terra ma aveva rischiato molto: nelle fasi di rientro infatti la capsula spaziale in cui si trovava sembrava non volersi staccare dai razzi. Il giovane Jurij Gagarin divenne un eroe nazionale, simbolo della potenza sovietica e delle infinite possibilità umane. 

Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini

Jurij Gagarin morì sette anni dopo la straordinaria missione sul Vostok 1, ad appena 34 anni, il 27 marzo 1968, schiantandosi con l'aereo da caccia che stava pilotando. La sua memoria sopravvivrà per sempre nella storia dell'uomo.

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