Newton "Quello che sappiamo": La scienza in miniera

Newton "Quello che sappiamo": La scienza in miniera

6a puntata

Newton "Quello che sappiamo": La scienza in miniera
In Italia da almeno due decenni non esistono più miniere metallifere attive. Chiuse a causa della concorrenza di materiali più economici provenienti dall’estero, oggi sono spesso state trasformate in parchi e svolgono un’importante funzione turistica, culturale e scientifica.

Davide Coero Borga comincia questo viaggio dal parco Archeo Minerario di San Silvestro, nell’antica miniera del Temperino-Lanzi tra le colline metallifere toscane, dove la coordinatrice Debora Brocchin, responsabile del Parco Archeominerario di S. Silvestro, racconta la genesi e le finalità scientifiche del parco. Con Andrea Dini, geologo dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa, entriamo in galleria per scoprire cosa può trovare un geologo in un luogo del genere e quali siano i meccanismi che nel corso di centinaia di milioni di anni hanno creato quelle vene. All’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa scopriamo quali sono le tecniche e gli strumenti di indagine di un geologo quando si analizza un sito, mentre a Firenze, all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, viene messa a punto un’altra tecnica che sfrutta l’energia cosmica, la radiografia muonica, con la quale è stata mappata la miniera del Temperino e sono state effettuate nuove scoperte: Lorenzo Bonechi e Vitaliano Ciulli, fisici dell’istituto, raccontano le difficoltà e i risultati ottenuti.

Ma le miniere non sono solo il passato: la transizione energetica richiede l’utilizzo di numerose materie prime, cosiddette “critiche”; oggi arrivano per lo più da paesi extracomunitari, ma l’Unione Europea ha deciso per i prossimi anni di aumentarne la produzione e la trasformazione sul suolo continentale. In questa ottica, a Silius, in provincia di Cagliari, sta riaprendo dopo 15 anni una miniera di fluorite: con il direttore Alessandro Murroni e il responsabile della sicurezza Andrea Melis scendiamo a 500 metri di profondità per vedere da vicino quali lavori vengono effettuati e quali caratteristiche deve avere una miniera moderna in termini di sicurezza e sostenibilità ambientale.

Le vecchie miniere, infatti, hanno spesso lasciato complicate situazioni ambientali, tra infiltrazioni nelle falde acquifere e discariche di scarti di lavorazione. Stefano Naitza e Giovanni De Giudici, geologi dell’università di Cagliari, studiano alcuni di questi siti dismessi nel sud-ovest della Sardegna, come le miniere di Montevecchio e Monteponi, per verificarne la sicurezza e sviluppare metodi per la bonifica di questi siti e allo stesso tempo per capire come recuperare i materiali ancora preziosi celati in quelle discariche minerarie.

Sempre in un’ottica di sostenibilità ambientale, a Castiglioncello, un altro sito minerario toscano abbandonato, incontriamo Chiara Boschi dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa. Dove anticamente si cercavano le cosiddette “pietre dure” utili per realizzare un particolare mosaico artistico denominato “commesso fiorentino”, i geologi stanno studiando come la serpentinite, un minerale proveniente dal mantello terrestre, assorba anidride carbonica e si trasformi in magnesite, il minerale che si estraeva a Castiglioncello, e come riprodurre questo processo a livello industriale per la mitigazione della anidride carbonica in atmosfera. 

Newton - Quello che sappiamo… è un viaggio alla scoperta del mondo della scienza, per capire come e quanto la ricerca scientifica e tecnologica siano importanti e stiano cambiando la nostra vita quotidiana. Davide Coero Borga ci accompagna lungo un percorso fatto di luoghi unici, persone preparate e appassionate e di un metodo, quello scientifico, che sta alla base del lavoro dei ricercatori di tutto il mondo.

In onda il 5 dicembre alle 21.00 su Rai Scuola