La profezia di Orwell

Il 25 giugno 1903 nasceva lo scrittore George Orwell

Siamo impegnati in un gioco in cui non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto
George Orwell, 1984 (Nineteen Eighty-Four, 1948)

Alla fine degli anni Novanta, aleggia il miraggio del grande scrittore e saggista George Orwell, che con la sua opera più famosa, 1984 (1949), racconta l'incubo fantascientifico di una comunità alla quale l'autorità dell'Oceania è riuscita ad imporre un linguaggio inadatto all'espressione delle potenzialità critiche del pensiero umano.
Cyberfascismo è una parola inquietante, così esordisce l'esperto di comunicazione Franco Berardi, in arte Bifo, in questo filmato (Mediamente, 1998). Berardi, che è anche filosofo, attinge al grande scrittore inglese per introdurre i limiti e i pericoli della moderna tecnologia digitale. 

Come narrato da Orwell, la tecnologia può abituare le menti umane alla tolleranza e alla progressiva sudditanza. Questo per le contraddizioni logiche che caratterizzano la propaganda politica del Grande Fratello che cerca di canalizzare l'emotività individuale, nelle sole direzioni utilizzabili per la riproduzione dell'ordine sociale 

Berardi introduce le interviste ad insigni personalità che si occupano di questo problema, come l'informatico americano Nicholas Negroponte, il filofofo francese Pierre Lévy, esperto delle implicazioni culturali dell'informatizzazione massiccia, e l'educatore canadese Arthur Kroker, che qui introduce il nuovo concetto di tecnoutopismo
In conclusione, il fenomeno del Cyberfascismo indica il pericolo di irrigidimento dei percorsi comunicativie dunque, un venir meno dell'informazione e della consapevolezza critica. 

(Bifo racconta il cyberbullismo)