Rosa Luxemburg: il socialismo dal volto umano

A 150 anni dalla nascita

Non dobbiamo dimenticare che non si fa la storia senza grandezza di spirito, senza una morale elevata, e senza gesti nobili
Rosa Luxemburg

Rosa Luxemburg è nata 150 anni fa, il 5 marzo 1871 a Zamość, Polonia sud orientale ed è morta il 15 gennaio 1919, assassinata da corpi paramilitari per conto del Governo socialdemocratico della Repubblica di Weimar. Filosofa, economista, giornalista, socialista rivoluzionaria, fu una delle maggiori teoriche del marxismo consiliarista in Germania. Con le sue convinzioni si oppose sia al modello moderato del Partito Socialdemocratico tedesco che alla prassi rivoluzionaria bolscevica di Lenin. Fu molto critica anche nei confronti della II Internazionale benché ne abbia a lungo fatto parte.

Convinta pacifista, all'inizio della prima guerra mondiale insieme al politico tedesco Karl Liebknecht, creò il Gruppo Internazionale, che sarebbe poi diventato la Lega di Spartaco ovvero il nucleo di quello che sarà poi il Partito Comunista di Germania.

Il 28 giugno 1916 la Luxemburg viene arrestata dopo il fallimento di uno sciopero e condannata a due anni di reclusione. Durante questo lungo periodo scrive articoli e pamphlet soprattutto contro la guerra, tra cui il famoso Juniusbroschüre (1915), che contiene la nota espressione "socialismo o barbarie": nel futuro gli unici sbocchi possibili per l'umanità sono la transizione ad una società socialista oppure la definitiva regressione alla barbarie.

Nel 1918 scrive La Rivoluzione Russa, un esame critico, in cui per prima critica "da sinistra" alcune scelte fatte dai bolscevichi subito dopo la rivoluzione d'ottobre: limitazione delle libertà democratiche, scioglimento dell'Assemblea costituente, instaurazione del Terrore. Con un pensiero critico originale e libero la Luxemburg vedeva già il pericolo di una burocratizzazione del processo rivoluzionario che avrebbe portato, come poi fu, al totalitarismo.

Lenin sbaglia completamente nella ricerca dei mezzi: decreti, potere dittatoriale degli ispettori di fabbrica, pene draconiane, terrorismo, sono solo dei palliativi. L’unica via che conduce alla rinascita è la scuola stessa della vita pubblica, la più larga e illimitata democrazia, l'opinione pubblica
Rosa Luxemburg

Nel gennaio del 1919, con la Lega di Spartaco, è protagonista a Berlino di un'insurrezione armata contro la neonata Repubblica di Weimar che le costò la vita.

In questo video, tratto dal programma di Rai Storia "Donne tra guerra e pace", Mirella Serri approfondisce la conoscenza della figura di Rosa Luxemburg, centrale nel dibattito che si accese in Germania contro gli orrori della guerra e contro il militarismo, immediatamente prima dello scoppio della primo conflitto mondiale. Detta "la martire ribelle", date le circostanze della sua morte, Bertold Brecht le dedicò una poesia in cui la chiama "Rosa rossa":

Come schedarla, la piccola rosa.
Rosso viva improvvisa e giovane e vicina?
Non eravamo venuti a cercarla.
Siamo venuti e c’era.                   
Nessuno l’aspettava prima che fosse qui.
Quando ci fu la credettero appena.
Viene alla meta chi non è partito …
Quasi sempre è così.
Bertolt Brecht da "Versi scelti" (traduzione di Franco Fortini)


Per approfondire vedi anche: La Repubblica di Weimar (da "Passato e Presente")