Don Luigi Sturzo e la lotta ai totalitarismi

Il fondatore del Partito Popolare muore l'8 agosto 1959

Vent'anni di esilio costarono a Don Luigi Sturzo (1871 - 1959), fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano, le sue critiche al fascismo. Dal 1926 al 1946 infatti il presbitero siciliano visse lontano dall'Italia, prima a Londra, poi a Parigi ed infine a New York. A Londra animò diversi gruppi politici di italiani fuoriusciti e di cattolici europei fondando il People and Freedom Group. Negli Stati Uniti intrecciò rapporti con Arturo Toscanini, Carlo Sforza, Lionello Venturi, Mario Einaudi, Gaetano Salvemini, l'amico non credente che definì l'esule di Caltagirone “Himalaya di certezza e di volontà”. Dopo lo sbarco alleato in Sicilia nel luglio 1943 riprese i contatti con gli esponenti cattolici siciliani, come Giuseppe Alessi, Gaspare Ambrosini, Salvatore Aldisio e Paola Tocco Verduci fondatrice in Sicilia del Movimento Femminile D.C.e prima donna membro di un Governo in Italia pur se regionale (Regione siciliana),fu tra i sostenitori della concessione dell'autonomia speciale alla Sicilia.

Il sostenitore della presenza cattolica nella politica italiana, tornò in patria a guerra conclusa, nel 1946 quando il Referendum Istituzionale vide la vittoria della Repubblica sulla Monarchia. In questa puntata di Il Tempo e la Storia, lo storico Emilio Gentile analizza il decennio meno conosciuto della vita e dell'azione politica di Luigi Sturzo.

Vedi anche la fiction in tre puntate della Rai con Flavio Bucci Don Luigi Sturzo