La Musica Libera. Storie di note, prigionia, orrori e speranze

In onda il 21 giugno su Rai Scuola alle 15.10

In occasione della Giornata della Memoria, Rai Scuola ha realizzato un documentario dal titolo “La Musica Libera. Storie di note, prigionia, orrori e speranze”, un viaggio nei campi di concentramento e in altri luoghi di cattività militare e civile negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio che il Maestro Francesco Lotoro e la Fondazione ILMC (Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria) portano avanti dal 1989, affinché la musica “fosse liberata” e restituita all'Umanità. Una incommensurabile eredità artistica e umana che sarà il cuore della Cittadella della Musica Concentrazionaria, il più grande hub al mondo dedicato alla musica prodotta nei Campi; un luogo dove il “sogno” di Lotoro diventa tesoro artistico, culturale e spirituale del mondo, storia di tutti.

La musica prodotta in cattività, dal primo Lager all’ultimo Gulag, annichilisce le ideologie totalitarie, cementa ideali e ci introduce a tempi migliori. Il musicista non mette in musica il Lager né eleva la deportazione a elemento poetico; egli piuttosto distrugge ideologicamente il Campo attraverso la musica. Il musicista deportato aspirò infatti a far crollare le mura di cinta del Campo cantando, suonando e scrivendo musica.                                                               
Francesco Lotoro

 
Con il maestro siamo entrati nei campi Auschwitz-Birkenau, Dachau, Terezin, Buchenwald, Fossoli e nei luoghi di carcere e tortura come San Vittore a Milano e Via Tasso a Roma o anche di internamento come Alberobello. In questi luoghi abbiamo raccontato storie di grandi musicisti non solo di origine ebraica ma anche Rom o Sinti o deportati politici. Abbiamo raccolto alcune testimonianze di ex deportati ancora in vita che oggi vivono nei kibbuz in Israele o negli Stati Uniti o parenti che mantengono viva la storia dei propri cari. Abbiamo raccontato la storia di alcuni strumenti musicali incredibilmente ancora in vita ritrovati e restituiti ai parenti. Strumenti come un violino donato al Maestro Lotoro che suonava ad Aushwitz-Birkenau e che ora, dopo un attento restauro, è tornato suonare. Un violino, che come ci ha raccontato il liutaio Bruno Di Pilato, nascondeva al suo interno messaggi che i deportati riuscivano a far circolare nei campi.

Un documentario realizzato da Pietro De Gennaro e Alessandro Greco con la regia di Alessandra Peralta, produttore esecutivo Luigi Bertolo.