La Musica Libera. Storie di note, prigionia, orrori e speranze

La Musica Libera. Storie di note, prigionia, orrori e speranze

Il documentario di Rai Scuola per la Giornata della Memoria

La Musica Libera. Storie di note, prigionia, orrori e speranze
In occasione della Giornata della Memoria, Rai Scuola ha realizzato un documentario dal titolo “La Musica Libera. Storie di note, prigionia, orrori e speranze”, un viaggio nei campi di concentramento e in altri luoghi di cattività militare e civile negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio che il Maestro Francesco Lotoro e la Fondazione ILMC (Istituto di Letteratura musicale concentrazionaria) portano avanti dal 1989, affinché la musica “fosse liberata” e restituita all'Umanità. Una incommensurabile eredità artistica e umana che sarà il cuore della Cittadella della Musica Concentrazionaria, il più grande hub al mondo dedicato alla musica prodotta nei Campi; un luogo dove il “sogno” di Lotoro diventa tesoro artistico, culturale e spirituale del mondo, storia di tutti.

La musica prodotta in cattività, dal primo Lager all’ultimo Gulag, annichilisce le ideologie totalitarie, cementa ideali e ci introduce a tempi migliori. Il musicista non mette in musica il Lager né eleva la deportazione a elemento poetico; egli piuttosto distrugge ideologicamente il Campo attraverso la musica. Il musicista deportato aspirò infatti a far crollare le mura di cinta del Campo cantando, suonando e scrivendo musica.                                                               
Francesco Lotoro

 
Con il maestro siamo entrati nei campi Auschwitz-Birkenau, Dachau, Terezin, Buchenwald, Fossoli e nei luoghi di carcere e tortura come San Vittore a Milano e Via Tasso a Roma o anche di internamento come Alberobello. In questi luoghi abbiamo raccontato storie di grandi musicisti non solo di origine ebraica ma anche Rom o Sinti o deportati politici. Abbiamo raccolto alcune testimonianze di ex deportati ancora in vita che oggi vivono nei kibbuz in Israele o negli Stati Uniti o parenti che mantengono viva la storia dei propri cari. Abbiamo raccontato la storia di alcuni strumenti musicali incredibilmente ancora in vita ritrovati e restituiti ai parenti. Strumenti come un violino donato al Maestro Lotoro che suonava ad Aushwitz-Birkenau e che ora, dopo un attento restauro, è tornato suonare. Un violino, che come ci ha raccontato il liutaio Bruno Di Pilato, nascondeva al suo interno messaggi che i deportati riuscivano a far circolare nei campi.

Un documentario realizzato da Pietro De Gennaro e Alessandro Greco con la regia di Alessandra Peralta, produttore esecutivo Luigi Bertolo.