Alexander Graham Bell e l'invenzione del telefono

Alexander Graham Bell e l'invenzione del telefono

L'ingegnere britannico e il progresso

Alexander Graham Bell e l'invenzione del telefono
Alexander Graham Bell (Edimburgo, 3 marzo 1847 – Beinn Bhreagh, 2 agosto 1922) è l'ingegnere, inventore e scienziato britannico naturalizzato statunitense che per primo ha brevettato un telefono funzionale.  Fino al 2002, quando il Congresso degli Stati Uniti riconoscerà Antonio Meucci come il vero “inventore del telefono”, nella cultura popolare e in gran parte della comunità scientifica è stato Bell ad essere considerato l'inventore di tale apparecchio. Altri cui è stata attribuita l'invenzione sono stati, oltrre a Meucci, Charles Bourseul, Innocenzo Manzetti, Johann Philipp Reis ed Elisha Gray. In realtà, come accade spesso nel mondo delle invenzioni, il contributo allo sviluppo della comunicazione telefonica può essere attribuito al lavoro di sperimentazione di più di una personalità. 

Fatto storico inconfutabile è che Bell fu comunque il primo a ottenere un brevetto per il telefono elettrico nel marzo 1876. Grazie ai finanziamenti del suocero americano, l'ingegnere britannico il 17 marzo di quell'anno deposita il brevetto numero 174.465 per proteggere "il metodo e l'apparato per trasmettere la voce o altri suoni telegraficamente [...] per mezzo di ondulazioni elettriche, simili, in forma, a quelle che accompagnano l'emissione della voce e dei suoni nell'aria".

Negli anni successivi Bell continua i suoi esperimenti nel campo delle comunicazioni, che culminano con l'invenzione della trasmissione fotofonica del suono in un raggio di luce (un precursore dei moderni sistemi basati su fibre ottiche). Lavora anche in campo medico e inventa tecniche per insegnare a parlare ai sordi. L'ampiezza dell'inventiva di Bell è solo in parte rappresentata dai diciotto brevetti che presenta da solo e dai dodici che presenta insieme ai suoi collaboratori. Questi comprendono quattordici per il telefono e telegrafo, quattro per il fotofono, uno per il fonografo, cinque per veicoli aerei, quattro per idroscafi e due per celle al selenio.

Bell ha anche messo in campo idee per oggetti che sono diventati realtà solo in seguito. Durante il periodo in cui lavora ai laboratori Volta, insieme alla sua equipe pensano di registrare il campo magnetico su un disco per immagazzinare e riprodurre suoni, dando così il via alla successiva invenzione del registratore a nastro magnetico e ancora più tardi dell'hard disk, del floppy disk e di tutti gli altri supporti magnetici.

Per approfondire:

Un tour virtuale al Museo Pelagalli di Bologna


Il primo apparecchio telefonico realizzato da Bell