Ernesto Galli della Loggia. La storia delle idee

Filosofia, religione e politica

Nel video lo storico Ernesto Galli della Loggia, Professore emerito di Storia contemporanea presso l'Istituto Italiano di Scienze Umane della Scuola Normale di Pisa e coordinatore della Commissione ministeriale di esperti che ha revisionato i programmi di storia per la Scuola dell’infanzia e le Scuole del Primo ciclo di istruzione, parla dei rapporti tra storia, filosofia e politica, della necessità di distinguere la storia dall’attualità e dell’importanza di dare della religione. 

Se per filosofia intendiamo la storia delle idee è evidente l’incontro naturale con la storia, anche se storia e filosofia sono due materie che hanno distinte specificità disciplinari, non è un caso che nella nostra tradizione culturale ci sia un solo insegnante per entrambe, proprio ad indicare inevitabili incroci, sovrapposizioni e influenze reciproche tra le due dimensioni dell’agire e del pensare. 

Come ha detto Benedetto Croce, l’immissione della politica nella storia è un fatto ineliminabile, perché qualunque storia ha un elemento di contemporaneità dovuto al fatto che chi ne scrive vive in un’altra epoca e naturalmente scrivendo di storia porterà inevitabilmente il suo punto di vista contemporaneo. È questa la ragione per cui sullo stesso avvenimento storico si scrivono tanti libri perché ogni storico riattualizza quello che racconta e lo rende contemporaneo, portando nella narrazione i valori del proprio tempo. Altra cosa è l’uso della storia a fini politici, cioè forzare il significato degli avvenimenti storici dandogli un valore politico contemporaneo. 
 

L’obiettivo delle nuove indicazioni non può che risentire della situazione storica nella quale viviamo oggi, in cui è posto in maniera drammatica all’ordine del giorno il tema dell’occidente, il tema dell’Europa, delle grandi egemonie geopolitiche, temi assenti fino  a pochi anni fa.  

Lo spazio riservato alla religione cristiana è dovuto al fatto che la narrazione biblica ha costituito il canone occidentale che ha ispirato la letteratura di due millenni della nostra civiltà e quindi merita di essere conosciuta dai giovani, per permettergli di capire il significato del mondo in cui vivono.  
Ernesto Galli della Loggia è stato professore di Storia contemporanea presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) di Firenze, confluito nella Scuola Normale Superiore di Pisa. È stato a lungo professore di Storia dei partiti e dei movimenti politici presso l’Università di Perugia e di Storia contemporanea presso l’Università di Napoli Federico II e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha fatto parte del Consiglio direttivo della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCO). È editorialista del “Corriere della Sera”, dove interviene nel dibattito pubblico su temi legati alla politica, alla scuola, alla religione e all’identità nazionale. I suoi studi si sono concentrati in particolare sulla genesi dello Stato italiano, sulle trasformazioni del sistema politico del Novecento e sul ruolo delle ideologie nella formazione della cultura pubblica italiana. Ha indagato il rapporto tra nazione, religione e modernità, tematizzando il ruolo della religione civile nella storia dell’Italia unita e le ambiguità del suo processo di secolarizzazione. Ha dedicato numerosi contributi anche alla crisi dell’istruzione e della scuola pubblica, interpretandola come segnale di una più ampia perdita di senso della trasmissione culturale. Tra i suoi libri: Credere, tradire, vivere. Un viaggio negli anni della Repubblica (Bologna 2016); Il tramonto di una nazione. Retroscena della fine (Venezia 2017); L’Italia ha un futuro (Roma 2017); Speranze d’Italia. Illusioni e realtà nella storia dell’Italia unita (Bologna 2018); L’aula vuota. Come l’Italia ha distrutto la sua scuola (Venezia 2019); Otto vite italiane (Venezia 2022); Insegnare l’Italia. Una proposta per la scuola dell’obbligo (con Loredana Perla, Brescia 2023); Una capitale per l’Italia. Per un racconto della Roma fascista (Bologna 2024); Dopo la fine. Il declino pubblico del cattolicesimo in Italia (Roma 2025).