Ernesto Galli della Loggia. Perché si studia la storia 

L'importanza per la comprensione delle discipline umanistiche   

Nel video lo storico Ernesto Galli della Loggia, Professore emerito di Storia contemporanea presso l'Istituto Italiano di Scienze Umane della Scuola Normale di Pisa e coordinatore della Commissione ministeriale di esperti che ha revisionato i programmi di storia, illustra le nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo relative all’insegnamento della storia nella Scuola dell’infanzia e nelle Scuole del Primo ciclo di istruzione. 
 

Le nuove indicazioni restituiscono alla storia una centralità nell’insieme delle discipline scolastiche, che non vuole essere egemonia, ma la consapevolezza dell’importanza che la dimensione della storia ha per la comprensione delle discipline umanistiche. 

C’è un maggiore spazio dato alla storia italiana, per esempio, quando si parla del XIX secolo, due capitoli sono dedicati al Risorgimento e alla costruzione dello stato nazionale. Non c’è in questo nessun intento nazionalistico, ma l’idea che in una scuola frequentata da giovani italiani è importante insegnare loro la storia del contesto in cui vivono e operano, non certo a scapito della storia dell’Europa e dell’occidente, che costituisce il vero asse centrale delle nuove indicazioni. 

Oggi che nelle scuole italiane ci sono molti studenti provenienti da altre parti del mondo, è ancora più necessario insegnare a questi studenti la storia del paese nel quale devono integrarsi, perché ci si può integrare solo in un contesto che si conosce.  

Ernesto Galli della Loggia è stato professore di Storia contemporanea presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) di Firenze, confluito nella Scuola Normale Superiore di Pisa. È stato a lungo professore di Storia dei partiti e dei movimenti politici presso l’Università di Perugia e di Storia contemporanea presso l’Università di Napoli Federico II e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha fatto parte del Consiglio direttivo della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCO). È editorialista del “Corriere della Sera”, dove interviene nel dibattito pubblico su temi legati alla politica, alla scuola, alla religione e all’identità nazionale. I suoi studi si sono concentrati in particolare sulla genesi dello Stato italiano, sulle trasformazioni del sistema politico del Novecento e sul ruolo delle ideologie nella formazione della cultura pubblica italiana. Ha indagato il rapporto tra nazione, religione e modernità, tematizzando il ruolo della religione civile nella storia dell’Italia unita e le ambiguità del suo processo di secolarizzazione. Ha dedicato numerosi contributi anche alla crisi dell’istruzione e della scuola pubblica, interpretandola come segnale di una più ampia perdita di senso della trasmissione culturale. Tra i suoi libri: Credere, tradire, vivere. Un viaggio negli anni della Repubblica (Bologna 2016); Il tramonto di una nazione. Retroscena della fine (Venezia 2017); L’Italia ha un futuro (Roma 2017); Speranze d’Italia. Illusioni e realtà nella storia dell’Italia unita (Bologna 2018); L’aula vuota. Come l’Italia ha distrutto la sua scuola (Venezia 2019); Otto vite italiane (Venezia 2022); Insegnare l’Italia. Una proposta per la scuola dell’obbligo (con Loredana Perla, Brescia 2023); Una capitale per l’Italia. Per un racconto della Roma fascista (Bologna 2024); Dopo la fine. Il declino pubblico del cattolicesimo in Italia (Roma 2025).