Ludovico Quaroni: origini dell'Architettura Moderna

Dalla prima Esposizione Universale alla Grande Guerra

In questo breve estratto (da DSE. Storia dell’Arte. L’Architettura Moderna, 1968), l’urbanista, architetto e saggista Ludovico Quaroni (1911-1987) presenta la nascita dell’Architettura Moderna, a partire dalle prime Esposizioni Universali, fino allo scoppio della Grande Guerra nel 1914.

Le Esposizioni Universali sono state una creazione specifica della società occidentale di metà Ottocento, tutta rivolta alla nuova età delle telecomunicazioni

Specchio della seconda rivoluzione industriale, esse celebrano le sorti di un positivismo ottocentesco, proiettato nel Novecento, ignaro che la Grande Guerra avrebbe spazzato via una stagione felice e foriera di maggiore e diffuso benessere. 
Il momento d’oro del grande ciclo espositivo inizia con la grande Esposizione di Londra del 1851 e termina con quella Internazionale delle Industrie e del Lavoro di Torino del 1911. Tra queste, spiccano le esposizioni di Parigi, quella del 1889 che regalò alla città la "Torre Eiffel" e quella del 1900, della quale esistono filmati storici sulla prima metropolitana. 

Londra e Parigi, capitali indiscusse dell’Ottocento, furono le vere protagoniste di una gara internazionale di esposizioni, espressioni autocelebrative di successi che dovevano superare la precedente, in ampiezza, capacità di richiamo e spettacolarità

Prospettiva privilegiata da cui osservare fenomeni economici, sociali, culturali, urbanistici e antropologici, le esposizioni non servivano solo a mostrare la propria potenza tecnologica, ma anche ad avviare proficue relazioni industriali, scambi di idee, opinioni e progetti da parte di tecnici provenienti da altre parti del mondo. Inoltre, esse aprirono al contatto con altre culture, si pensi alla diffusione delle stampe giapponesi di metà Ottocento o alla moda del “primitivismo”. 

Ma le Esposizioni Universali diedero impulso anche alla nascita dell’Architettura Moderna, nell’unione delle competenze di architetti e ingegneri

Alla prima Esposizione di Londra, tenuta ad "Hyde Park", l’architetto di giardini e costruttore di serre Joseph Paxton (1803-1865), realizzò un’ampia struttura di ferro e pannelli di vetro montata in soli sei mesi, dunque in tempi relativamente brevi. Chiamato “Crystal Palace”, per non abbattere un viale di olmi, Paxton li inglobò all’interno della costruzione conferendole un effetto ancora più sorprendente. Unico grande padiglione espositivo, all’indomani della fine dell’evento il "Crystal Palace" fu rimontato a Sydenham, un sobborgo di Londra, come esempio di architettura di breve durata.
Nel secolo dell’Eclettismo architettonico, le Esposizioni diventano il palcoscenico di imponenti strutture effimere, un campo di sperimentazione formale che offriva all’architettura una libertà e un’audacia progettuale finora negata, anche nella possibilità di sperimentare nuovi materiali edilizi: ferro, vetro e verso fine Ottocento, cemento armato. 
Il secolo chiudeva con l'Esposizione Universale francese che celebrava il rinnovamento consacrando l’architettura Art Nouveau. Hector Guimard (1867-1942) presentava le sue creazioni fantastiche in ghisa per i padiglioni d’ingresso della nuova metropolitana parigina inaugurata con l’Esposizione del 1900.

FOTO DI COPERTINA
Dettaglio del Manifesto della prima Esposizione Universale di Londra del 1851