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Repubbliche partigiane

La Repubblica di Montefiorino sull’appennino tosco emiliano e la Repubblica dell’Ossola, in Piemonte: due “esperimenti” di ritorno alla vita democratica quando ancora, in Italia, infuriava la guerra, nel 1944.

IL 1944 è un anno chiave della guerra: gli alleati sferrano l’attacco oltre le linea Gotica e pare che il conflitto possa risolversi a breve. Ma passeranno ancora dodici mesi. Nel frattempo alcune formazioni partigiane riescono a strappare ai tedeschi diversi territori e cercano di far rinascere la vita sociale e democratica.

Succede a Montefiorino, che sceglie subito la via democratica per la propria organizzazione, e nell’Ossola, con “capitale” Domodossola, in cui sono esponenti politici e non i partigiani ad assumersi il compito di riorganizzare la vita civile. A partire da un settore delicatissimo: l’amministrazione della giustizia.

Ma è una breve stagione: gli alleati fermano la propria avanzata e fanno venir meno l’appoggio alle neonate repubbliche. Per i tedeschi – preoccupati per la forza e la capacità di attrarre giovani nella Resistenza è l’occasione per la controffensiva. Prima cade Montefiorino, poi l’Ossola il cui “governo”, però, riesce a organizzare l’esodo in Svizzera di almeno trentacinquemila persone.

Repubbliche partigiane
con Giovanni De Luna
di Massimo Gamba
 

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