Unioncamere: Lavoratori cercansi

Il 4+2, un ponte concreto tra scuola e lavoro

In Italia le imprese cercano lavoratori, ma spesso non riescono a trovarli. Il problema non è la mancanza di persone, ma la carenza di competenze adeguate. A confermarlo sono i dati del Sistema Informativo Excelsior, illustrati da Riccardo Cuomo, dirigente dell’Area Politiche del Lavoro di Unioncamere. Da oltre trent’anni Excelsior analizza il mercato del lavoro italiano intervistando ogni anno circa 1,4 milioni di imprese. Da queste rilevazioni emerge che quasi una professione su due è oggi difficile da reperire e che la situazione è ancora più critica per le figure tecniche: nel caso dei diplomati degli istituti tecnici e professionali, la difficoltà arriva fino al 57%.

La carenza riguarda anche i laureati, in particolare nelle discipline STEM – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – ma il vero punto debole del sistema produttivo italiano è la mancanza di professionalità tecniche intermedie, sempre più indispensabili per sostenere l’innovazione e la competitività delle imprese.


Per rispondere a questo divario, è necessario ripensare il rapporto tra istruzione e lavoro, valorizzando maggiormente i percorsi tecnico-professionali.
In questo scenario si inserisce il ruolo degli ITS Academy e del nuovo modello formativo 4+2, che consente agli studenti di diplomarsi un anno prima e di completare la formazione con due anni altamente specializzanti. Questi percorsi sono costruiti a stretto contatto con le imprese: fino al 35% delle ore di studio si svolge direttamente in azienda e una parte significativa dei docenti proviene dal mondo del lavoro. Gli studenti hanno così la possibilità di confrontarsi con problemi reali e di acquisire competenze immediatamente spendibili. I risultati occupazionali sono molto elevati: l’84% dei diplomati ITS trova lavoro subito e il 93% svolge un’occupazione coerente con le proprie aspirazioni.

Le maggiori carenze si registrano nei settori della meccanica e della meccatronica, soprattutto in ambito robotico, nell’ingegneria e nell’edilizia legata al risparmio energetico, nel settore sanitario – in particolare per le professioni infermieristiche – nel turismo, soprattutto per il personale di sala, e nella logistica e nei servizi.

Nel solo 2025, il divario tra domanda e offerta di lavoro è stimato in circa 120.000 posti scoperti. Dal punto di vista territoriale, la richiesta di competenze tecniche è più forte nel Nord-Ovest, seguita da Centro, Nord-Est e Sud e Isole, con Lombardia, Veneto e Lazio tra le regioni più interessate.

Secondo Cuomo, per affrontare questa situazione servono due interventi fondamentali: un orientamento più precoce, già dalla scuola media, per individuare e valorizzare le attitudini dei ragazzi, e un cambiamento culturale che superi l’idea degli istituti tecnici come una scelta di “serie B” rispetto ai licei. Gli ITS Academy rappresentano oggi un ponte concreto tra scuola e lavoro, capace di avvicinare le aspirazioni dei giovani alle reali esigenze delle imprese e di offrire una risposta credibile alle sfide del mercato del lavoro italiano.