4+2: il futuro del Made in Italy
Come sottolinea Giovanni Brugnoli, Presidente della Fondazione per le competenze del Made in Italy, il dramma del mismatch è ormai diventato una vera e propria piaga economica e sociale. In molti settori, soprattutto in quello manifatturiero, le imprese faticano a trovare personale altamente qualificato, rallentando crescita, innovazione e competitività.
Il modello 4+2 nasce proprio per colmare questo divario e per intercettare una nuova frontiera della formazione.
La riforma, voluta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, prevede un percorso più diretto ed efficace: quattro anni di scuola secondaria, in particolare negli istituti professionali, seguiti da due anni di ITS. In questo modo il sistema è in grado di formare ragazze e ragazzi di appena vent’anni con competenze tecniche avanzate, perfettamente aderenti alle esigenze del mondo del lavoro. Si tratta di quelle figure professionali che oggi le imprese cercano con sempre maggiore urgenza.
Il valore del 4+2 è strettamente legato al Made in Italy, non inteso solo come eccellenza estetica, ma come patrimonio produttivo fatto di cura, qualità e innovazione. Tessile, agroalimentare, meccanica, chimica, legno e arredo sono settori che richiedono competenze nuove e specializzate, capaci di coniugare tradizione e tecnologia. Per sostenere questi comparti servono investimenti, ma soprattutto capitale umano adeguatamente formato.
Il mondo del lavoro cambia rapidamente, spinto dalle transizioni digitali che hanno ormai attraversato ogni settore merceologico. La digitalizzazione non è più un’opzione, ma una componente strutturale dei processi produttivi. Per questo i giovani, nativi digitali, devono essere accompagnati a trasformare le proprie competenze tecnologiche in strumenti professionali, andando oltre l’uso legato alla sola socialità.
Un altro elemento centrale del modello 4+2 è il rafforzamento del legame tra scuola e impresa. I percorsi di PCTO consentono agli studenti di entrare in contatto diretto con le aziende, conoscere ambienti di lavoro moderni e innovativi e iniziare a costruire una consapevolezza concreta del proprio futuro professionale. Allo stesso tempo, le imprese hanno l’opportunità di avvicinarsi a una nuova generazione di talenti, da far crescere e inserire gradualmente nei propri organici.
Questo dialogo sempre più proattivo tra sistema educativo e mondo produttivo è fondamentale per intercettare il cambiamento nel momento in cui nasce. Le imprese percepiscono per prime le trasformazioni del mercato e, grazie a una collaborazione strutturata con le scuole, queste esigenze possono essere rapidamente tradotte in percorsi formativi efficaci.
Ogni transizione può generare timore, ma subirla sarebbe un errore. Il 4+2 rappresenta un investimento sul futuro dei giovani e del Made in Italy, un piano di svolta che richiede tempo ma che risponde con pragmatismo alle necessità del mondo del lavoro. È una scelta che non limita le possibilità di crescita, perché lascia aperta anche la strada verso l’università, ma che offre fin da subito competenze concrete e occupabilità.
In questo senso, il 4+2 non è solo una riforma scolastica, ma un atto di fiducia verso i giovani, le famiglie e le imprese italiane, chiamati insieme a costruire un futuro più solido, qualificato e competitivo.