Un divieto per imparare a studiare e a socializzare

Intervista alla Pedagogista Loredana Perla

Con un ampio curriculum di studi, ricerche ed interventi nell’ambito di nuove epistemologie didattiche e di formazione inerenti la scuola e la figura dell’insegnante, in questa intervista la pedagogista e dottoressa Loredana Perla chiarisce alcuni concetti chiave della Circolare MIM 2025 (n. 3392; 16 giugno 2025), sul divieto dello smartphone alle scuole superiori di secondo grado.  

Non c’è un divieto che pesa sull’uso delle tecnologie, c’è il divieto sull’uso di un dispositivo che tutta la ricerca psico-pedagogica più recente sta certificando come fortemente distraente. Quindi, in questa circolare, c’è un’attenzione molto pedagogica
Loredana Perla 

Sulle orme dei molti paesi europei che hanno già introdotto norme sull’uso dello smartphone nelle scuole, a seguito di studi scientifici da parte di organismi internazionali che attestano un calo vertiginoso del livello di apprendimento (Ocse, ISS, OMS), nonché fenomeni di dipendenza verso social media (La “dipendenza dopaminergica” nei giovani), Perla sottolinea l’importanza di salvaguardare un baluardo della formazione critica come la scuola superiore. 
D'altronde, è sicuro che questa Circolare del MIM non sancisce tanto un “divieto”, ma piuttosto dà delle “linee guida” per approcciare la tecnologia in modo consapevole e critico, tanto che non ha escluso l’uso di strumenti tecnologici come il computer, il tablet e la lavagna elettronica. Per questo, sono state rafforzate le misure finalizzate a educare all’uso responsabile degli altri strumenti digitali, nonché all’impiego dell’Intelligenza Artificiale che, se impiegata efficacemente in attività didattiche, può favorire processi di apprendimento.

La scuola può aprire le porte alle tecnologie se forma a un pensiero sofisticato, complesso, critico, perché è giusto fare spazio al “Nuovo”, però forti di un pensiero che sa valutare e discriminare tra un nuovo che aiuta e il nuovo che invece danneggia
Loredana Perla

La Circolare MIM, infine, fa notare la dottoressa Perla, riconosce l'importanza dello smartphone come strumento di supporto per gli studenti con “Bisogni Educativi Speciali” (BES), ma solo se specificamente inserito in un piano personalizzato, trasformandosi così da oggetto di distrazione a risorsa per favorire l'inclusione e l'efficacia dell'apprendimento. 

Loredana Perla è Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione e ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; qui, dirige anche l’unità di ricerca “E-learning e promozione della salute” del Centro di Telemedicina (Citel). Tra i molti incarichi e progetti, Perla è la coordinatrice nazionale dell’Osservatorio per la formazione degli insegnanti della SIRD, è la referente italiana dell’ISATT (Associazione Internazionale di studio sugli insegnanti e l'insegnamento) ed è responsabile scientifico di DIDASCO (Centro Servizi per le didattiche scolastiche e lo sviluppo professionale degli insegnanti), di cui ne ha ideato il modello formativo. La dottoressa Perla, inoltre, dirige master e corsi di perfezionamento per la formazione di dirigenti tecnici e scolastici della scuola, oltre che short master per la formazione in servizio degli insegnanti. Infine, vincitrice del “Premio Italiano di Pedagogia”, dirige la collana “Didattizzazione” per i tipi della FrancoAngeli, ed è autrice di oltre 400 pubblicazioni sui temi della formazione degli insegnanti, della valutazione e valorizzazione della docenza scolastica e universitaria, nonché, delle applicazioni dell’AI in ambito didattico ed educativo.