Pierluigi Brustenghi: il tempo della scrittura a mano
Il parere di un Neurologo
In questa intervista per Rai Cultura, il Neurologo e Psicoterapeuta Pierluigi Brustenghi affronta il tema dell’importanza dello scrivere a mano, in corsivo e su carta, per lo sviluppo sano del cervello dei giovani.
Brustenghi, cita la locuzione latina “Festìna lente”, ossia "affrettati lentamente", per invitare genitori e docenti ad educare i giovani al “pensiero lento” perché è il solo che ha un nullo, o basso tasso di errore.
Gli studenti oggi hanno difficoltà ad impugnare la matita, o la penna, perché sono abituati ad usare solo il pollice, o al massimo l’indice.
Per scrivere sulla tastiera attiviamo solo tre aree cerebrali, mentre per scrivere a mano il cervello ne usa tra le tredici e le quattordici. Nella lentezza si sviluppa il pensiero critico e analitico in un coinvolgimento molto maggiore che è anche corporeo. A lavorare è la così detta “corteccia prefrontale”, ossia quella parte anteriore responsabile della pianificazione, della personalità, del processo decisionale e del controllo degli impulsi istintivi.
Pierluigi Brustenghi è attivo presso il Centro Polispecialistico Santa Lucia (Foligno): appassionato divulgatore e relatore di conferenze scientifiche, affronta tematiche innovative come la “Medicina narrativa” e promuove i benefici della scrittura a mano e della lettura su carta. Brustenghi è attivo anche in campo educativo con seminari e corsi nelle scuole di ogni ordine e grado.
Brustenghi analizza in maniera chiara come l’uso precoce e ancor più l’abuso massivo, della tecnologia ha alterato le connessioni neuronali, modificando il “nobile pensiero lento”, a favore di quello “veloce e istintuale”.Oggi molti studi scientifici documentano i danni dello sviluppo cerebrale a cui queste ultime generazioni di “nativi digitali” sempre connessi alla rete sono sottoposte
L’uso continuo del pollice sullo smartphone, a discapito delle altre dita, attiva “connessioni aberranti” che alterano il pensiero critico, la memoria e la “pazienza cognitiva” (Maryanne Wolf).La mano è il primo organo della conoscenza”
Pierluigi Brustenghi
Brustenghi, cita la locuzione latina “Festìna lente”, ossia "affrettati lentamente", per invitare genitori e docenti ad educare i giovani al “pensiero lento” perché è il solo che ha un nullo, o basso tasso di errore.
Gli studenti oggi hanno difficoltà ad impugnare la matita, o la penna, perché sono abituati ad usare solo il pollice, o al massimo l’indice.
Per scrivere sulla tastiera attiviamo solo tre aree cerebrali, mentre per scrivere a mano il cervello ne usa tra le tredici e le quattordici. Nella lentezza si sviluppa il pensiero critico e analitico in un coinvolgimento molto maggiore che è anche corporeo. A lavorare è la così detta “corteccia prefrontale”, ossia quella parte anteriore responsabile della pianificazione, della personalità, del processo decisionale e del controllo degli impulsi istintivi.
Nei giovani la tecnologia sviluppa un tipo di dipendenza che è pari alle sostanze di abuso (La dipendenza dopaminergica nei ragazzi). Brustenghi parla di un’emergenza che i genitori devono conoscere e saper gestire perché il risultato di tutto ciò sono comportamenti aggressivi e impulsivi che il giovane opera per una “soluzione immediata”, che il più volte è nociva.Oggi il cellulare e diventato il “nuovo ciuccio, il nuovo sedativo che produce un’ipnotica sedazione delle funzioni cerebrali” del giovane”
Pierluigi Brustenghi
Pierluigi Brustenghi è attivo presso il Centro Polispecialistico Santa Lucia (Foligno): appassionato divulgatore e relatore di conferenze scientifiche, affronta tematiche innovative come la “Medicina narrativa” e promuove i benefici della scrittura a mano e della lettura su carta. Brustenghi è attivo anche in campo educativo con seminari e corsi nelle scuole di ogni ordine e grado.