La Casa dei bambini di Maria Montessori

La pedagoga muore il 6 maggio 1952

Questo tipo speciale di scuola fu battezzato con l’incantevole nome di Casa dei Bambini. La prima di esse fu aperta, con questo nome, il 6 gennaio 1907 a Roma, in via dei Marsi 53, e a me fu affidata la responsabilità della direzione 
Maria Montessori

La Casa dei Bambini, voluta dalla nota pedagogista Maria Montessori (1870–1952), era rivolta, per la prima volta, a raccogliere bambini piccoli di età compresa fra i tre e i sei anni.
Tratto da Momenti applicativi del pensiero e dell'opera di Maria Montessori (1987), il documentario (in due parti) tratta il metodo educativo inaugurato dalla Montessori che costituirà una pietra miliare nella storia della pedagogia occidentale. All'interno di una Scuola dei bambini, ispirata ai metodi educativi Montessori, vediamo le diverse fasi di studio e apprendimento dei bimbi. Le immagini, sono accompagnate da un commento che si avvale delle parole della celebre educatrice.

Era interessante vedere quelle creaturine (...). Erano timide e goffe, apparentemente stupide e irresponsabili. Non erano capaci di camminare in fila e la maestra faceva tenere ognuna attaccata al grembiulino di quella che la precedeva (...). Piangevano e sembrava che avessero paura di tutto, delle belle signore presenti, dell’albero e degli oggetti ad esso appesi. Non accettavano i doni, né assaggiavano i dolci, né rispondevano se interrogati. Erano proprio come un gruppo di bambini selvaggi
Maria Montessori, The discovery of child, 1948

Il metodo Montessori, era stato elaborato inizialmente per bambini disabili e solo successivamente, venne esteso con successo a tutti.
Tra i suoi assunti di base, il metodo postula un concetto della disciplina che si discosta da quello costrittivo tradizionale, per conferire grande centralità all’autonomia e alla consapevolezza dell'auto correzione da parte del bambino.
L’idea guida di Montessori, è che un atto diventa educativo se tende ad aiutare il completo dispiegamento della vita del bambino, assecondando i suoi movimenti spontanei e ascrivendo all’educazione sensoriale un ruolo centrale nello sviluppo psicocognitivo.

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