Vittorio Sgarbi: Caravaggio e la "Conversione di un cavallo"

Seconda parte

Caravaggio è il primo pittore della realtà, il primo che si mette davanti a quello che accade e lo rappresenta, con ciò, può essere detto l'inventore della fotografia
Vittorio Sgarbi

In una serie di interventi a Uno Mattina Estate (10/08/2021), Vittorio Sgarbi mette in luce i diversi aspetti della modernità di Caravaggio, attraverso paragoni tra testi figurativi di varia natura, dalla fotografia al cinema. 


Caravaggio, La vocazione di San Matteo, dett., 1599-1600, Cappella Contarelli, San Luigi dei Francesi, Roma  

Sgarbi, illustra la Chiamata di San Matteo della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi (Claudio Strinati racconta Caravaggio), dove all'artista, afferma il critico, "manca di sonoro", tanto è iconica e forte la rappresentazione caravaggesca, pari a un fotogramma dell'attimo.  


Caravaggio, Conversione di San Paolo, dett., 1600-'01, Cappella Cerasi, Santa Maria del Popolo, Roma

Un'altro "manifesto" della "pittura della realtà" caravaggesca, lo fornisce la Conversione di San Paolo (1600-'01), grande tela per la Cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo. L’opera rappresenta la drammatica caduta da cavallo dell'uomo, ma protagonista del quadro, è la mole dell’animale, così prevalente in termini visivi e di spazio, da far scrivere ironicamente a Roberto Longhi, ricorda Sgarbi, della "Conversione di un cavallo".
L'attimo del San Paolo disarcionato e a terra, con le braccia alzate al cielo, viene messo a confronto con "Morte di un miliziano lealista", fotografia scattata da Robert Capa durante la guerra civile spagnola del 1936, che mostra l'attimo di morte di un soldato.
Verità di rappresentazione, anche nella Natività di Palermo che ritrae una famiglia di poveri; la tela scomparse nel 1969, rubata dalla mafia (Il Caravaggio rubato dalla mafia. Una storia senza nome). 


Caravaggio, La Morte della Vergine, dett., 1604-'06, olio su tela, 369x245cm, Museo del Louvre, Parigi

Opera di dirompente modernità, Morte della Vergine (1604-'06), scena ambientata in una stanza buia dove un gruppo di apostoli arruffati e una Madonna dal ventre gonfio, con le labbra violacee, diventano protagonisti.


Caravaggio, La Morte della Vergine, dett., 1604-'06, olio su tela, 369x245cm, Museo del Louvre, Parigi

Caravaggio prese a modello il corpo di una prostituta annegata nel Tevere, fu lo scandalo e il committente, il giurista Laerzio Cherubini che voleva la tela per la propria cappella in Santa Maria della Scala, respinse il quadro.  

APPROFONDIMENTO
Vittorio Sgarbi: Caravaggio, la fotografia e Pasolini
Prima parte 
Vittorio Sgarbi: Ecce homo, riscoperta di un Caravaggio
Terza parte