Flavio Caroli presenta Palazzo Dugnani a Milano

Flavio Caroli presenta Palazzo Dugnani a Milano

La Vita in Diretta, 2017

Flavio Caroli presenta Palazzo Dugnani a Milano
Per la rubrica Viaggio nel Bel Paese (La vita in diretta, 2017), lo storico dell’arte Flavio Caroli presenta gli affreschi di un Tiepolo poco più trentacinquenne, dipinti a Palazzo Dugnani di Milano.
È questa la prima importante commissione dell’artista fuori dai territori di Venezia, prima di approdare alla corte di Würzburg (Tiepolo a Würzburg). 

Tiepolo dipinge l’aria, sarà in assoluto il più grande pittore di aria della storia della pittura
Flavio Caroli

Giambattista Tiepolo (1696-1770) venne chiamato per la prima volta a Milano nel 1730 dal conte Carlo Archinto per affrescare le volte del palazzo di famiglia (distrutto sotto le bombe della Seconda Guerra Mondiale), in occasione delle nozze del primogenito Filippo con Giulia Borromeo.
Colpito dal genio pittorico del celebre veneziano, anche il conte Giuseppe Casati, da poco proprietario di Palazzo Dugnani in via Manin, si prodigò per avere l'artista al suo servizio.

Con questo primo viaggio, Tiepolo diventerà noto e amato dalla nobiltà milanese, tanto che in seguito tornerà per lavorare a Sant'Ambrogio e a Palazzo Clerici 

Nel 1731, dopo gli affreschi di casa Archinto, Tiepolo affresca per Casati il Salone principale del suo palazzo con le Storie di Scipione l'Africano. Sulla volta, l’artista raffigura l’“Apoteosi di Scipione” e nelle pareti, “La generosità di Scipione”, “Scipione che rende la libertà a Siface” e “Sofonisba che riceve il veleno da Massinissa”. In corrispondenza delle porte d’accesso al salone, “Le quattro virtù cardinali” e nelle nicchie, “l’Abbondanza” e “la Potenza”.

Gli affreschi del Tiepolo non ebbero grande fortuna. Già nell'Ottocento, il palazzo passò al Comune e dagli inizi del Novecento, lo stato di conservazione degli affreschi peggiorò notevolmente a causa di infiltrazioni d’acqua sulla copertura della grande sala 

Nel 1910, fu necessario un intervento radicale sull’opera: così venne effettuato lo strappo dei grandi riquadri, poi incollati direttamente sull’intonaco.
Con la Seconda Guerra Mondiale, ulteriori e gravi compromissioni misero a dura prova gli affreschi di Tiepolo: nel ’42, il calore dell'incendio causato da un bombardamento, poi i danni del ‘43 e infine, l’anno dopo con l’intensificarsi del conflitto, la decisione di rimuovere tutta l’opera per metterla in sicurezza lontano dalla città, in Valtellina.
Nel 1949, gli affreschi, tagliati e ormai ridotti a soli cinquantatré, anziché settantadue, vennero incollati su altrettanti telai e ricollocati sulla volta del Salone di Palazzo Dugnani
Dopo opportuni studi e analisi di laboratorio, solo nel 2001 è stato eseguito un completo e serio restauro; i lavori di ripristino, pulitura, consolidamento, stuccatura e ritocco, hanno donato al ciclo di Tiepolo una magnifica luminosità nel rispetto della policromia originale, liberando l'opera dagli strati di sporco e restauri precedenti.

FOTO DI COPERTINA
Giambattista Tiepolo, 1731, Palazzo Dugnani, Milano