Alfonsina Savorgnan a Palazzo Ca' Rezzonico

La giornata di una nobildonna veneziana

Il filosofo e saggista, ma anche conduttore Guido Barlozzetti appare in questo breve estratto televisivo (di Luigi Gorini, per Unomattina, 2002) esibendo doti di eccellente attore che si aggira incantato nell’esplorare il lussuoso appartamento di Alfonsina Savorgnan, nobildonna del Settecento veneziano. 

Nel 1757, la nobile dama, in occasione delle nozze con Ludovico Rezzonico, figlio di Aurelio, andava ad abitare Palazzo Ca’ Rezzonico, situato lungo il Canal Grande

Ca’ Rezzonico, oggi sede del Museo del Settecento Veneziano era stato costruito a metà Seicento dall’antica casata veneziana dei Bon che avevano affidato l’esecuzione all’architetto più celebre del momento, Baldassarre Longhena (Venezia. Carnevali, ori e marmi), già autore di Ca’ Pesaro e della Basilica della Salute. Il monumentale progetto, troppo ambizioso per le fortune dei Bon, non arriverà a compimento: la morte dell’architetto e le ingenti spese del cantiere bloccarono la fabbrica.
Nel 1750, Giambattista Rezzonico compra il prestigioso edificio e ne affida i lavori di completamento a Giorgio Massari (1687–1766), all’epoca un altro architetto di fama. I lavori terminano in soli sei anni, in tempo per festeggiare l’inarrestabile ascesa sociale dei Rezzonico culminata nel 1758, quando Carlo, figlio di Giambattista, viene eletto pontefice con il nome di Clemente XIII. Noto il ritratto del pontefice eseguito da Anton Raphael Mengs (Mengs. La scoperta del Neoclassico), pittore filosofo e amico di Winckelmann, entrambi protagonisti indiscussi della stagione Neoclassica di fine Settecento.

La parabola dei Rezzonico è breve e la generazione successiva, con la morte di Abbondio, si estingue nel 1810

Nel corso dell’Otto e Novecento Palazzo Rezzonico cambia proprietà più volte; fu abitato da illustri inquilini, tra cui il celebre poeta Robert Browning e il grande musicista Cole Porter. 
Nel 1935, ormai spogliato dei suoi tesori, il Palazzo viene acquistato dalla città di Venezia per ospitare le collezioni d’arte del Settecento.
Oggi, il Museo Ca’ Rezzonico è stato allestito come un “museo ambiente” con i suoi preziosi arredi e suppellettili dell’epoca; nelle sue sale ospita importantissimi dipinti e affreschi del Settecento veneziano. Alcuni nomi: Tiepolo, Rosalba Carriera, Longhi, Guardi e Canaletto.

Giambattista Tiepolo, Allegoria nuziale, 1757, Ca’ Rezzonico, Venezia

Tra preziose suppellettili, rari strumenti musicali, tele di grandi artisti contemporanei, merita menzione un affresco realizzato in occasione delle nozze tra Faustina e Ludovico. Nell’ala del Palazzo lungo il rio di San Barnaba, destinata a diventare l’appartamento degli sposi, Giambattista Tiepolo affrescava il soffitto della Sala dell’Allegoria nuziale con l’aiuto, ancora una volta, del quadraturista Girolamo Mengozzi Colonna
Sopra un’architettura dipinta che culmina con una balaustra aperta sul cielo, la coppia di sposi si presenta allo spettatore sul Carro di Apollo, preceduta da Cupido bendato, mentre alcune figure allegoriche circondano il gruppo principale. Tra esse, la Fama che fa squillare la sua tromba, le Grazie sedute su una nube appena sotto il carro nuziale, la Verità con il sole in mano e il Merito, un vecchio barbuto coronato di lauro, con ai piedi un Leone, che regge un vessillo con gli stemmi degli sposi.

Fondazione Musei Civici di Venezia
Il palazzo Ca’ Rezzonico


FOTO DI COPERTINA
Giambattista Tiepolo, Allegoria nuziale, 1757, Ca’ Rezzonico, Venezia