Doriana Masucci: Intelligenza Artificiale e musica

Ambiti di applicazione e prospettive di sviluppo

Da Alan Turing, che, nel 1936, introduce l’idea di una macchina capace di simulare processi cognitivi al 2022, anno di svolta dei modelli generativi con cui l’I.A. diventa co-creatrice, capace di produrre musica nuova e dialogare in tempo reale, il rapporto tra musica e Intelligenza Artificiale si è spinto su strade inimmaginabili fino a pochi anni fa. 

L’I.A. non è un semplice strumento: diventa presenza scenica, con una propria agency. La performance diventa un sistema ibrido, dove umano e algoritmo co-costruiscono l’azione
Doriana Masucci

Doriana Masucci, musicologa, ci introduce al tema, illustrando gli ambiti attuali dell’I.A. nella musica (composizione generativa, produzione assistita, strumenti intelligenti, analisi musicale, performance interattive) e come modifichi l’intero “ecosistema” creativo: compositori, produttori, performer e ascoltatori.

Il punto centrale non è se l’I.A. imita uno stile, ma quali nuove possibilità estetiche introduce
Doriana Masucci

Per Doriana Masucci non si tratta di capire se l’I.A. sia creativa, ma come cambia la nostra idea di creatività, immettendo nuove forme di collaborazione uomo-macchina, nuovi linguaggi e nuove pratiche artistiche.

Guardare al futuro della musica nell’era dell’IA significa immaginare un nuovo modo di intendere il rapporto tra creatività umana e processi algoritmici. Non si tratta soltanto di adottare strumenti innovativi, ma di sviluppare una consapevolezza capace di integrare sperimentazione, responsabilità e spirito critico. Comprendere ciò che l’IA può diventare per la musica significa anche interrogarsi su chi siamo come creatori e ascoltatori: sul nostro modo di dare forma al suono, di interpretare il mondo e di pensare la musica nel presente che abitiamo
Doriana Masucci

Doriana Masucci è pianista e musicologa all’Università Roma Tre con un incarico di ricerca in ambito musicologico dal titolo “Patrimonio musicale e nuove tecnologie tra musealizzazione del suono e pratiche performative”, che svolge sotto la guida del Prof. Luca Aversano. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale all’Università di Catania, con una tesi in ambito musicologico intitolata “Dal codice alla performance. Itinerari di ricerca tra musica e diritto”. In precedenza ha conseguito la Laurea Magistrale DAMS – Teatro, Musica, Danza (Percorso Musica) all'Università Roma Tre e ha completato la formazione pianistico-accademica al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania, conseguendo il Diploma Accademico di I livello e il Diploma Accademico di II livello in pianoforte. Nel 2023 ha ricevuto il Premio Castello per la tesi magistrale “Diritti e doveri dell’interpretazione. Analisi musicale in proiezione giuridica”. Tra le pubblicazioni e i contributi scientifici elencati figurano lavori su terza missione e musica, su contesti sonori digitali/istituzioni museali e un contributo in corso di stampa sui dispositivi per l’ascolto musicale “immersivo” in prospettiva didattica.