La filiera 4+2: l'indirizzo informatico

Intervista a Francesco Amato

La filiera formativa 4+2 rappresenta una delle innovazioni più significative degli ultimi anni nel panorama dell’istruzione tecnica italiana. Nata con l’obiettivo di ridurre la distanza tra scuola e mondo del lavoro, questa sperimentazione propone un percorso articolato in quattro anni di scuola secondaria di secondo grado seguiti da due anni di specializzazione ITS, favorendo un apprendimento progressivo, concreto e fortemente orientato alle competenze. 
Dall’intervista a Francesco Amato, docente dell’indirizzo informatico presso l’Istituto Tecnico Galileo Galilei, emerge con chiarezza come il cuore del modello 4+2 non sia semplicemente l’anticipo del diploma, ma una diversa concezione della didattica, progettata fin dal primo anno in stretta collaborazione con i partner della filiera: ITS, centri di formazione professionale e aziende del territorio. 

Le aziende manifestano una forte richiesta di giovani capaci di ragionare in termini informatici, dotati di un pensiero computazionale maturo e pronti a inserirsi in contesti produttivi sempre più specializzati.

Uno degli elementi distintivi del percorso 4+2 è la co-progettazione annuale delle attività didattiche, che tiene conto della disponibilità e delle competenze dei soggetti esterni coinvolti. Questo consente agli studenti di entrare in contatto con realtà formative e professionali già nei primi anni di scuola, attraverso attività svolte presso gli ITS, interventi di esperti in aula, laboratori e momenti di orientamento mirato. 
Nel caso dell’indirizzo informatico, ciò si traduce in un avvicinamento anticipato alle discipline tecniche: programmazione, sistemi operativi, reti di calcolatori e funzionamento di Internet non sono più concentrate solo nell’ultimo triennio, ma distribuite lungo l’intero quadriennio, mantenendo invariato il monte ore complessivo previsto dall’ordinamento tradizionale. 

Particolarmente significativa è l’introduzione strutturata della co-docenza, con due insegnanti presenti contemporaneamente in aula o in laboratorio. Questa modalità permette di sviluppare attività realmente interdisciplinari. Un esempio concreto è la collaborazione tra docente di informatica e docente di inglese, finalizzata allo svolgimento di attività tecniche in lingua straniera. 
L’obiettivo, dichiarato e progressivo, è quello di arrivare all’ultimo anno con la possibilità di svolgere lezioni di indirizzo interamente in inglese, rafforzando competenze linguistiche oggi imprescindibili in ambito tecnologico e professionale. 

Un aspetto rilevante riguarda la percezione iniziale della filiera 4+2. Se in una fase iniziale alcuni studenti e famiglie avevano interpretato il percorso come una “scorciatoia” per abbreviare gli studi, l’esperienza ha dimostrato il contrario. Il carico di lavoro e il livello di impegno richiesto risultano equivalenti, se non superiori, a quelli del percorso quinquennale, proprio per la maggiore intensità delle attività tecniche e progettuali. 
Oggi, come sottolinea il docente, gli studenti che scelgono il 4+2 sono in larga parte consapevoli, motivati e fortemente interessati alla disciplina di indirizzo.

Un dato emblematico è il successo degli studenti della filiera alle Olimpiadi di Informatica, dove i migliori risultati dell’istituto sono stati ottenuti proprio da ragazzi del primo e secondo anno del percorso 4+2. 

Il dialogo con le aziende non è limitato a brevi esperienze di stage, ma punta alla costruzione di percorsi pluriennali, condivisi e coerenti, che accompagnino gli studenti lungo tutto il quadriennio. L’obiettivo è permettere loro di lavorare su progetti complessi e di lungo periodo, sviluppando competenze come il problem solving, il lavoro di gruppo e il project management. 
Le aziende manifestano una forte richiesta di giovani capaci di ragionare in termini informatici, dotati di un pensiero computazionale maturo e pronti a inserirsi in contesti produttivi sempre più specializzati. In questo senso, il biennio ITS completa il percorso, offrendo una specializzazione mirata su tecnologie, linguaggi e strumenti specifici richiesti dal mercato del lavoro. 

L’esperienza raccontata nell’intervista restituisce l’immagine di una filiera 4+2 che, superata la fase iniziale di sperimentazione, sta progressivamente andando a regime. Non si tratta solo di un’alternativa organizzativa, ma di un modello culturale che valorizza il sapere tecnico, l’integrazione tra scuola e territorio e la centralità delle competenze. 
Il percorso 4+2 si configura così come una risposta concreta alle esigenze degli studenti, delle famiglie e del tessuto produttivo, ponendosi come ponte solido tra formazione e occupazione, senza rinunciare alla qualità e alla profondità dell’apprendimento.