Giangiacomo Feltrinelli

L'editore muore il 14 marzo 1972

Noi di preferenza ci rivolgiamo ai giovani e cerchiamo, nella scelta dei nostri titoli, di curare quelle iniziative culturali che corrispondono alle esigenze dei giovani, ai loro problemi ideologici e ai loro problemi economici.
Giangiacomo Feltrinelli

Giangiacomo Feltrinelli (Milano, 19 giugno 1926 – Segrate, 14 marzo 1972), di cui il 14 marzo 2022 ricorre il 50° anniversario della morte, spiega in questa intervista del 1965, la linea editoriale e politica della casa editrice da lui fondata dieci anni prima, nel 1955. Racconta anche quali sono state le primissime pubblicazioni della neonata Giangiacomo Feltrinelli Editore: l'autobiografia dell'allora Primo ministro indiano Jawaharlal Nehru e Il flagello della svastica di Lord Russel di Liverpool, tradotto da uno dei tre giovani redattori che affiancano l'editore, Luciano Bianciardi. Feltrinelli ricorda che la scelta di quelle prime due pubblicazioni non fu affatto casuale: corrispondeva a tre dei principali filoni che furono negli anni a venire i leit-motiv della Casa. Primo fra tutti "un antifascismo conseguente e coerente"; secondo "la ricerca di una forma di coesistenza tra Paesi di diverse strutture economiche e politiche" e terzo, conseguente al secondo, "non accettare la cristallizzazione dell'allora esistente geografia economico-politica, presupponendo la possibilità per le forze nuove del Terzo Mondo di trovare un proprio assetto e di inserirsi con forza nel sistema politico mondiale". 


La redazione della Giangiacomo Feltrinelli Editore durante una riunione (1965)

Già nel corso di quello stesso decennio 1955-1965, la Feltrinelli ebbe modo di pubblicare bestseller di grande rilievo internazionale, come Il dottor Živago di Boris Pasternak (terminato dall'autore nel 1955 e pubblicato in assoluta prima mondiale dallo stesso Feltrinelli) e Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L'editore milanese entrò in possesso del romanzo di Pasternak nel 1956, durante un suo viaggio di lavoro a Berlino, e affidò la sua traduzione in italiano a Pietro Zveteremich. Il libro fu pubblicato il 23 novembre del 1957 e tre anni dopo, nell'aprile del 1960, raggiunse le 150.000 copie vendute. Per il 50º anniversario della fondazione della casa editrice, è uscita in libreria una ristampa della prima edizione.

La decisione di pubblicare un'opera che non piaceva alle autorità sovietiche e di conseguenza all'allora Partito Comunista Italiano, sottopose Feltrinelli a fortissime pressioni alle quali però non cedette e che portarono, alla fine, al ritiro della tessera del PCI. Ma nel 1964 Giangiacomo Feltrinelli è a Cuba per incontrare Fidel Castro, leader della vittoriosa Rivoluzione cubana con cui stringerà una lunga amicizia. Castro stesso gli affiderà la pubblicazione dell'opera di Che Guevara Diario in Bolivia che racconta degli undici mesi di operazione politico-eversiva condotta dal celebre rivoluzionario argentino nella sua ultima avventura, del quale il líder maximo era entrato in possesso grazie al futuro presidente del Cile Salvador Allende che a quel tempo era presidente del Senato cileno. Il libro divenne in breve uno dei principali best seller della Casa milanese.

Oltre alla pubblicazione di opere letterarie di grande successo, la casa editrice cominciò ad occuparsi della pubblicazione di opuscoli e saggi sulle tattiche e sulle strategie di guerriglia adoperate da movimenti ed organizzazioni rivoluzionarie latino-americane, con testi firmati dai Tupamaros e dallo stesso Che Guevara. 

La sua attività politica per lo più clandestina gettò molte ombre sulla sua morte, avvenuta il 14 marzo 1972. ll suo cadavere fu ritrovato da un contadino presso un traliccio dell'alta tensione a Segrate.