Lizzie e Dante Gabriel Rossetti: Eros e Thanatos

Lizzie e Dante Gabriel Rossetti: Eros e Thanatos

Un amore a prima vista

Lizzie e Dante Gabriel Rossetti: Eros e Thanatos
Il contributo presentato da Corrado Augias (Città Segrete, 2018) apre con un breve servizio sulla ”Leighton House Museum”, la casa-studio londinese del pittore e scultore vittoriano Frederic Leighton (1830–1896).
Concepita come un'opera d'arte totale, questa dimora d’artista, edificata tra il 1865 e il 1895 dall’architetto George Aitchison è stata riaperta nel 2022 dopo un ampio restauro.
La figura di Frederic Leighton, membro della Royal Academy e Presidente nel 1878 è centrale nella vita artistica londinese del secondo Ottocento in quanto, evoca il clima culturale artistico dell’Inghilterra vittoriana dove, negli anni Cinquanta, nasce e si sviluppa la Confraternita dei Preraffaelliti.
Sono tre studenti ribelli al clima stantio dell’Accademia inglese (I Preraffaelliti. Una rivolta epocale): leader indiscusso, Dante Gabriel Rossetti (1828–1882), con William Holman Hunt (1827–1910) e John Everett Millais (1829–1896). 
La sontuosa Stanza della Seta della ”Leighton House Museum”, interamente rivestita di seta verde, fu progettata specificamente come una galleria d'arte per far dialogare i dipinti del suo proprietario con alcuni capolavori dei suoi amici: Lawrence Alma-Tadema (1836–1912) e soprattutto Millais che, dalle posizioni eversive della giovinezza “preraffaellita”, aveva poi scelto il successo mondano avvicinandosi, per stima e ruoli istituzionali, proprio a Leighton. 
D’altronde, nel contesto vittoriano delle grandi esposizioni dell'epoca, le opere di Leighton e quelle dei protagonisti di seconda generazione Preraffaellita, come Edward Burne-Jones (1833–1898), convivevano nella ricerca di una bellezza ideale e decorativa tipica del gusto dell’epoca (I Preraffaelliti. Edward Burne-Jones e William Morris). 
Nella sua casa, Leighton metteva in relazione la struttura architettonica classica con materiali decorativi esotici originali, piastrelle siriane e islamiche del Cinque-Seicento acquistate nei suoi viaggi a Damasco, incastonate in mosaici dorati realizzati a Venezia da artisti del calibro di Walter Crane (1845–1915), uno dei pionieri del Liberty, dapprima vicino ai Preraffaelliti, poi collaboratore William Morris nell'ambito del movimento “Arts and Crafts”. 

Sir Frederic Leighton, Giugno fiammeggiante, 1895, olio su tela, 120×120cm., Museo de Arte, Porto Rico

Malgrado accademico, Leighton è una figura molto importante, sia nel panorama inglese, sia per lo sviluppo artistico italiano di metà Ottocento. Di formazione cosmopolita, in un lungo soggiorno in Italia, negli anni Cinquanta, il giovane nobile entra in contatto con il pittore romano Nino Costa (Nino Costa: Donne che imbarcano legna al Porto d’Anzio), viaggiando con lui a Venezia per studiare i capolavori della “Scuola veneta” e ricambiando l’amico con ricche informazioni sulle novità culturali del panorama inglese rappresentate, allora, dagli scritti sul paesaggio del critico John Ruskin (I Preraffaelliti. Una rivolta epocale), uno dei principali sostenitori dei Preraffaelliti guardati con interesse anche dall'artista italiano (La Ninfa del Bosco di Nino Costa).


John Everett Millais, Ophelia, 1851-1852, olio su tela, 76,2x111,8cm., Tate Gallery, Londra

Con questa premessa, Augias presenta “Ofelia” (1852) di Millais, l’opera più famosa del gruppo di giovani artisti, la cui modella Elizabeth Siddal, sarà la futura moglie dell'amico Rossetti: Lizzie, così chiamata, è una delle donne più enigmatiche e tormentate dell'epopea preraffaellita. 

Un’efficace fiction racconta lo sviluppo e la fine del travagliato amore tra Lizzie e Dante

Bellezza eterea e malinconica, alta, magra e con un corpo mascolino, Lizzie era stata scoperta nel 1850 dal preraffaellita Howell Deverell (1827–1854) che la vide lavorare come modista in un negozio di cappelli a Londra. Colpito dal suo volto e dai lunghi capelli rossi, le chiese di posare per “La dodicesima notte”, introducendola così nel circolo della Confraternita

Per convincere i genitori della ragazza, Millais si fa garantire dalla sua famiglia 

Millais dipinge la morte di Ofelia, personaggio tragico dell'Amleto di William Shakespeare, sospesa in levitazione sull’acqua, con i capelli ramati fluttuanti come alghe trascinate dalla corrente; per amor del “vero”, il pittore immerge Lizzie dentro una vasca da bagno riscaldata con candele. 
Ma durante le lunghe ore di posa, un giorno le candele si spensero e Lizzie contrasse una feroce bronchite che ne minò definitivamente la salute.

La famiglia della ragazza chiese un risarcimento di cinquanta sterline a Millais 

Malgrado l’aspetto gracile, Lizzie è una donna determinata che vuole lei stessa diventare pittrice; il Ruskin coglie la bravura della ragazza e le versa un vitalizio per farla studiare seriamente. 
Lizzie diventa l’amante di Rossetti che la coltiva professionalmente e l’adora sentimentalmente dedicandole le sue opere, ma in fondo, la tradisce con tante altre modelle. 
Siddal, sentendosi ingannata e non riuscendo a reagire, inizia a sedare il dolore con il laudano, una sostanza di oppiacei diffusissima nell'Ottocento vittoriano, antidolorifico e sonnifero. Dopo continue crisi della coppia, Rossetti sposa Lizzie nel 1860, ma i tradimenti coniugali continuano e l'equilibrio psicologico della giovane è ulteriormente devastato da un parto prematuro: nel 1861, da alla luce una bimba morta.

Nel febbraio del 1862, Lizzie prende un'overdose di laudano e muore nella loro casa di Chatham Place all'età di 32 anni

Rossetti la trova senza vita nel letto, con affianco un biglietto d'addio in cui chiede al marito di prendersi cura del fratello disabile. Per evitare lo scandalo e permettere un funerale religioso, in quanto all’epoca il suicidio era condannato, Rossetti brucia la lettera.

Il legame fatale espresso nella formula decadentista di Eros e Thanatos, fonde la passione distruttiva, il piacere e l'annientamento in una cupa tensione spirituale

Sconvolto dal dolore e dal rimorso per i suoi tradimenti, prima che la bara venisse chiusa nel Cimitero di Highgate, Rossetti infilava l'unica copia manoscritta delle sue poesie d'amore per Lizzie sotto i suoi capelli rossi. Un gesto romantico per dichiarare che, senza di lei, la sua poesia era morta.

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1863-72, olio su tela, 86×66cm., Tate Gallery, Londra

Per anni l’artista continuò a idealizzare la donna defunta lavorando ossessivamente al suo capolavoro, “Beata Beatrix”, in cui Elizabeth viene ritratta nelle vesti della Beatrice di Dante nel momento del suo passaggio dalla vita terrena a quella divina. 

L’incarnato livido, il volto trasognato, le labbra appena aperte, le palpebre socchiuse e il corpo rilassato definiscono l'estasi mistica del trapasso 

Beatrice siede in primo piano, vestita di verde e una sacra colomba rossa lascia cadere un bianco fiore di papavero, simboleggiante droga e oblio, nelle sue mani aperte. È l’ora nona, come indica la meridiana.
Nell'iconografia cristiana le colombe presentano sempre un piumaggio bianco e candido, mentre le penne del volatile dipinto da Rossetti sono rosso fuoco, colore che allude alla passione e alla morte: d'altronde, la stessa Lizzie era nota come “the Dove”, la Colomba.
Nel 1869, sette anni dopo la sepoltura, spinto dall'ambizione letteraria e dal desiderio di pubblicare una sua raccolta di poesie, Rossetti si pentì di aver sacrificato i suoi testi. Non avendo conservato altre copie, ottenne un permesso speciale e fece riesumare segretamente il cadavere di Elizabeth per recuperare il quaderno. Il suo agente, Charles Howell raccontò, probabilmente alimentando il mito, che il corpo della donna era perfettamente intatto e che i suoi capelli rossi avevano continuato a crescere, riempiendo la bara e avvolgendo il manoscritto.

Le poesie di Rossetti furono pubblicate nel 1870 

Rossetti cercò conforto in altre donne, in particolare nella sua modella Jane Burden, moglie dell’amico William Morris, con la quale continuò una relazione già avviata a fine anni Cinquanta.
Tuttavia, ossessionato dal fantasma di Elizabeth e tormentato dal rimorso per aver profanato la tomba, organizzò numerose sedute spiritiche nel tentativo di mettersi in contatto con lei. 
Attaccato duramente dalla critica letteraria, Rossetti iniziò a soffrire di gravi crisi paranoiche  e diventò dipendente dall'idrato di clorale e dall'alcol; nel 1872 tentò a sua volta il suicidio con un'overdose di laudano. Venne salvato dagli amici, ma trascorse gli ultimi anni isolato e malato, fino alla morte, avvenuta nel 1882.

FOTO DI COPERTINA
Dante Gabriel Rossetti, dettaglio Beata Beatrix, 1863-72, olio su tela, 86×66cm., Tate Britain, Londra