I Preraffaelliti. Tradizione e modernità
La bellezza moderna di una Confraternita di giovani
La celebre mostra "Preraffaelliti. L'utopia della bellezza", allestita presso il Palazzo Chiablese di Torino nel 2014 (aprile-luglio), presentava oltre settanta capolavori della Tate Gallery di Londra, esposti in Italia dopo un tour mondiale, prima di tornare nella capitale britannica.
Curata da Alison Smith e Caroline Corbeau-Parsons con la direttrice della Tate, Penelope Curtis, qui intervistata, l'esposizione sottolineava il grande amore di questi artisti inglesi per l'Italia, oltre che la prolifica parabola artistica di ben due generazioni capaci di lanciare un ponte verso il contemporaneo, come qui spiega il critico Luca Beatrice.
La mostra presenta molti capolavori dei tre artisti principali che, nel 1848, diedero vita al movimento "Pre.Raphaelite Brotherhood": John Everett Millais (1829–1896), bambino prodigio entrato all’Accademia di Belle Arti a soli dodici anni, Dante Gabriel Rossetti (1828–1882), figlio di un carbonaro italiano esiliato in Inghilterra e William Holman Hunt (1827–1910), che prima di abbracciare la professione di artista dovette scontrassi con il parere ostile della famiglia (I Preraffaelliti. Una rivolta epocale).
Successivamente, partecipavano al gruppo altri artisti, il più anziano Ford Madox Brown (1821–1893), maestro di Rossetti, che li informò sulla pittura dei Nazareni (I Nazareni a Roma) e nella seconda generazione, i più giovani, colti e preparati da un punto di vista teorico, Edward Burne-Jones (1833–1898) e il critico, oggi considerato un designer ante litteram, William Morris (1834-1896).
Rossetti, Burne-Jones e Morris, uniti dalla medesima passione per la cultura medievale di matrice ruskiniana, realizzano svariati progetti di artigianato artistico dando così un nuovo slancio e orientamento al gruppo. Burne-Jones e Morris, in particolare, collaboreranno per tutta la vita nello sviluppo delle future “Arts & Crafs”, rinnovando l’estetica dell’oggetto, artigianale prima e industriale poi (I Preraffaelliti. Edward Burne-Jones e William Morris).
La Confraternita originaria dei Preraffaelliti nasceva per contrastare i rigidi dettami della Royal Academy di Londra e aprire una ricerca ispirata agli ideali estetici dell’arte medievale e quattrocentesca italiana, da Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli e altri pittori antecedenti al Rinascimento maturo, rappresentato da Raffaello e seguaci. Solo la seconda generazione dei Preraffaeliti, il cui fine era di coltivare la bellezza in ogni sua forma artistica, vide i suoi adepti viaggiare in Italia alla scoperta della pittura e della grafica del pieno Rinascimento e in particolare di Tiziano, Leonardo, Raffaello e Michelangelo.
Nella loro poetica, fin dai primi anni, entrano prepotentemente anche tematiche legate all’amore carnale, al sesso e all’autodistruzione, caratteristiche che a volte Rossetti esalta inserendo poesie nei suoi dipinti.
Edward Burne-Jones, Sidonia von Bork, 1860, acquerello e guazzo su carta, 33,3×17,1cm., Tate Gallery, Londra
La figura femminile fu centrale per i Preraffaelliti, le loro modelle, sorelle, mogli, amanti e pittrici, erano donne intellettuali, enigmatiche e tormentate, dallo sguardo malinconico e malizioso, dee e incantatrici con fluenti capelli rossi “alla Tiziano”.
l complesso intreccio che caratterizza l’ampio abito è ispirato al "Ritratto di Isabella d’Este", eseguito intorno al 1520 da Giulio Romano e conservato a Hampton Court. Un piccolo ragno nell’angolo in basso a destra sottolinea la natura malvagia della donna.

Dante Gabriel Rossetti, Ecce Ancilla Domini, o L'Annunciazione, 1849-50, olio su tela, 72x41cm., Tate Gallery, Londra
Negli anni Cinquanta, i Preraffaelliti fecero grande scandalo solo per aver dichiarato con il loro nome di voler andare oltre il genio indiscusso di Raffaello. Inoltre, la critica li accusava di utilizzare un eccessivo realismo nei particolari, soprattutto nei soggetti religiosi privi di quell’aspetto idealizzante ritenuto necessario anche dalla chiesa anglicana inglese, oltre che dalla Royal Academy.
Le opere giovanili di Rossetti e Millais, rispettivamente “L'Annunciazione,” e “La bottega del falegname”, furono oggetto di pesanti attacchi.

John Everett Millais, La bottega del falegname, 1849-50, olio su tela, 86,4x139,7cm., Tate Gallery, Londra
Millais lo accusano di un quotidiano dimesso e troppo realista nell’ambientazione di una vera segheria di Oxford Street, con trucioli di legno a terra e pecore reali. Lo stesso problema di decoro, lo creano i personaggi: la Madonna impaurita e tutta rannicchiata nel letto, di fronte all’arcangelo Gabriele senza ali, dipinti da Rossetti e la Vergine Maria anziana e stanca che si fa baciare sulla guancia dal piccolo Gesù, irritarono lo scrittore Charles Dickens che, in merito al dipinto di Millais, definì la donna “orrenda nella sua bruttezza”.
Tutti i particolari di “La bottega del falegname” rendono il dipinto altamente simbolico di quelli che saranno gli episodi salienti della vita di Cristo: i chiodi e Gesù ferito alla mano rimandano alla Passione, la colomba sulla scala alla Resurrezione, le pecore sullo sfondo, ai fedeli e al Popolo di Dio, mentre il ragazzo con la catinella d’acqua è identificabile con il Battesimo di San Giovanni Battista.
L’approccio dettagliato alle scene di interni denuncia l’emergente mezzo fotografico e dimostra l’apertura del gruppo verso la tecnologia moderna. Inoltre, la cura con cui i Preraffaelliti guardano alla natura per i loro studi dal vero, dichiara che il gruppo utilizzava la moderna tecnica en plein-air.
Affascinati da Dante e Boccaccio, i preraffaelliti amavano anche la poesia romantica e contemporanea di William Blake, John Keats e Alfred Tennyson, ritenendo questi autori capaci di espressioni forti e genuine, naturali e vere.
Burne-Jones viaggiò in Italia e acquisì una nuova e più ampia comprensione della pittura e della grafica cinquecentesca, in particolare di Tiziano, Leonardo, Raffaello e Michelangelo.
Rossetti, Burne-Jones e il più giovane Preraffaelita John William Waterhouse (1849–1917) furono la punta di diamante dell'”Aesthetic Movement”, noto in Italia come “Estetismo”, un movimento artistico e culturale sviluppato proprio in Inghilterra e diffuso in tutta Europa tra il 1860 e il 1900. Cardine della poetica di matrice Decadente, era il motto "l'arte per l'arte", secondo cui, l'arte non doveva avere per forza scopi morali, educativi o politici, ma unicamente celebrare la bellezza sotto ogni forma.
FOTO DI COPERTINA
Dante Gabriel Rossetti, Ecce Ancilla Domini, o L'Annunciazione, 1849-50, olio su tela, 72x41cm., Tate Gallery, Londra
Curata da Alison Smith e Caroline Corbeau-Parsons con la direttrice della Tate, Penelope Curtis, qui intervistata, l'esposizione sottolineava il grande amore di questi artisti inglesi per l'Italia, oltre che la prolifica parabola artistica di ben due generazioni capaci di lanciare un ponte verso il contemporaneo, come qui spiega il critico Luca Beatrice.
A partire dall’importanza che questi hanno attribuito alla storia e all’epopea medioevale, alla religione, alla moderna comunicazione, allo stile pittorico, al nuovo concetto di bellezza femminile, fino al forte impatto sul Simbolismo di fine secolo, che in larga parte hanno anticipato, la modernità dei Preraffaelliti è stata largamente espolorata.Sette sezioni tematiche focalizzavano i diversi aspetti del Movimento Preraffaellita
La mostra presenta molti capolavori dei tre artisti principali che, nel 1848, diedero vita al movimento "Pre.Raphaelite Brotherhood": John Everett Millais (1829–1896), bambino prodigio entrato all’Accademia di Belle Arti a soli dodici anni, Dante Gabriel Rossetti (1828–1882), figlio di un carbonaro italiano esiliato in Inghilterra e William Holman Hunt (1827–1910), che prima di abbracciare la professione di artista dovette scontrassi con il parere ostile della famiglia (I Preraffaelliti. Una rivolta epocale).
Successivamente, partecipavano al gruppo altri artisti, il più anziano Ford Madox Brown (1821–1893), maestro di Rossetti, che li informò sulla pittura dei Nazareni (I Nazareni a Roma) e nella seconda generazione, i più giovani, colti e preparati da un punto di vista teorico, Edward Burne-Jones (1833–1898) e il critico, oggi considerato un designer ante litteram, William Morris (1834-1896).
Rossetti, Burne-Jones e Morris, uniti dalla medesima passione per la cultura medievale di matrice ruskiniana, realizzano svariati progetti di artigianato artistico dando così un nuovo slancio e orientamento al gruppo. Burne-Jones e Morris, in particolare, collaboreranno per tutta la vita nello sviluppo delle future “Arts & Crafs”, rinnovando l’estetica dell’oggetto, artigianale prima e industriale poi (I Preraffaelliti. Edward Burne-Jones e William Morris).
La Confraternita originaria dei Preraffaelliti nasceva per contrastare i rigidi dettami della Royal Academy di Londra e aprire una ricerca ispirata agli ideali estetici dell’arte medievale e quattrocentesca italiana, da Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli e altri pittori antecedenti al Rinascimento maturo, rappresentato da Raffaello e seguaci. Solo la seconda generazione dei Preraffaeliti, il cui fine era di coltivare la bellezza in ogni sua forma artistica, vide i suoi adepti viaggiare in Italia alla scoperta della pittura e della grafica del pieno Rinascimento e in particolare di Tiziano, Leonardo, Raffaello e Michelangelo.
L’innovazione iniziava dalla scelta dei contenuti e dal modo di rappresentarli. A proposito, Beatrice qui narra la vicenda del dipinto di Millais “Ofelia” (1852), personaggio tragico shakespeariano per il quale posa Elizabeth Siddal, loro musa ispiratrice e tanto altro (Lizzie e Dante Gabriel Rossetti: Eros e Thanatos).Nei loro ritratti di personaggi letterari e storici del passato, i Preraffaelliti cercano di stabilire canoni moderni di bellezza dal forte potere seduttivo
Nella loro poetica, fin dai primi anni, entrano prepotentemente anche tematiche legate all’amore carnale, al sesso e all’autodistruzione, caratteristiche che a volte Rossetti esalta inserendo poesie nei suoi dipinti.
Edward Burne-Jones, Sidonia von Bork, 1860, acquerello e guazzo su carta, 33,3×17,1cm., Tate Gallery, LondraLa figura femminile fu centrale per i Preraffaelliti, le loro modelle, sorelle, mogli, amanti e pittrici, erano donne intellettuali, enigmatiche e tormentate, dallo sguardo malinconico e malizioso, dee e incantatrici con fluenti capelli rossi “alla Tiziano”.
L’acquerello “Sidonia von Bork” di Burne-Jones, è un perfetto esempio. La nobile tedesca Sidonia, protagonista dell’omonimo romanzo gotico di Wilhelm Meinhold (1797-1851), tradotto in inglese dalla madre di Oscar Wilde e poi ripubblicato da Morris (Kelmscott Press), fu molto apprezzato dai Preraffaelliti attratti da una storia di stregoneria che portò la donna ad essere giustiziata nel 1620.L'idea della donna forza misteriosa, sensuale e dirompente nei panni della femmes fatales divenne un tema ricorrente nell'arte e nella letteratura fin de siècle, anticipato proprio dai Preraffaelliti
l complesso intreccio che caratterizza l’ampio abito è ispirato al "Ritratto di Isabella d’Este", eseguito intorno al 1520 da Giulio Romano e conservato a Hampton Court. Un piccolo ragno nell’angolo in basso a destra sottolinea la natura malvagia della donna.

Dante Gabriel Rossetti, Ecce Ancilla Domini, o L'Annunciazione, 1849-50, olio su tela, 72x41cm., Tate Gallery, Londra
Negli anni Cinquanta, i Preraffaelliti fecero grande scandalo solo per aver dichiarato con il loro nome di voler andare oltre il genio indiscusso di Raffaello. Inoltre, la critica li accusava di utilizzare un eccessivo realismo nei particolari, soprattutto nei soggetti religiosi privi di quell’aspetto idealizzante ritenuto necessario anche dalla chiesa anglicana inglese, oltre che dalla Royal Academy.
Le opere giovanili di Rossetti e Millais, rispettivamente “L'Annunciazione,” e “La bottega del falegname”, furono oggetto di pesanti attacchi.

John Everett Millais, La bottega del falegname, 1849-50, olio su tela, 86,4x139,7cm., Tate Gallery, Londra
Millais lo accusano di un quotidiano dimesso e troppo realista nell’ambientazione di una vera segheria di Oxford Street, con trucioli di legno a terra e pecore reali. Lo stesso problema di decoro, lo creano i personaggi: la Madonna impaurita e tutta rannicchiata nel letto, di fronte all’arcangelo Gabriele senza ali, dipinti da Rossetti e la Vergine Maria anziana e stanca che si fa baciare sulla guancia dal piccolo Gesù, irritarono lo scrittore Charles Dickens che, in merito al dipinto di Millais, definì la donna “orrenda nella sua bruttezza”.
Tutti i particolari di “La bottega del falegname” rendono il dipinto altamente simbolico di quelli che saranno gli episodi salienti della vita di Cristo: i chiodi e Gesù ferito alla mano rimandano alla Passione, la colomba sulla scala alla Resurrezione, le pecore sullo sfondo, ai fedeli e al Popolo di Dio, mentre il ragazzo con la catinella d’acqua è identificabile con il Battesimo di San Giovanni Battista.
L’approccio dettagliato alle scene di interni denuncia l’emergente mezzo fotografico e dimostra l’apertura del gruppo verso la tecnologia moderna. Inoltre, la cura con cui i Preraffaelliti guardano alla natura per i loro studi dal vero, dichiara che il gruppo utilizzava la moderna tecnica en plein-air.
Affascinati da Dante e Boccaccio, i preraffaelliti amavano anche la poesia romantica e contemporanea di William Blake, John Keats e Alfred Tennyson, ritenendo questi autori capaci di espressioni forti e genuine, naturali e vere.
I Preraffaelliti ereditarono il Medioevo dal Romanticismo e nella seconda generazione, con la pittura squisita e rarefatta di Burne-Jones, appassionato del pieno Rinascimento italiano, aprirono al Simbolismo.La loro influenza sull’arte inglese ed europea fu enorme
Burne-Jones viaggiò in Italia e acquisì una nuova e più ampia comprensione della pittura e della grafica cinquecentesca, in particolare di Tiziano, Leonardo, Raffaello e Michelangelo.
Rossetti, Burne-Jones e il più giovane Preraffaelita John William Waterhouse (1849–1917) furono la punta di diamante dell'”Aesthetic Movement”, noto in Italia come “Estetismo”, un movimento artistico e culturale sviluppato proprio in Inghilterra e diffuso in tutta Europa tra il 1860 e il 1900. Cardine della poetica di matrice Decadente, era il motto "l'arte per l'arte", secondo cui, l'arte non doveva avere per forza scopi morali, educativi o politici, ma unicamente celebrare la bellezza sotto ogni forma.
Come qui racconta Beatrice, i membri della Confraternita, appassionati lettori del “Castello di Otranto” (Horace Walpole), del “Monaco” (Matthew Lewis), dei “Misteri di Udolpho” (Anne Radcliffe), ma anche dei racconti di Edgar Allan Poe e Charles Baudelaire, possono essere considerati i precursori del “New Gothic”, dato che la loro pittura riesce ancora a influenzare l’arte, la moda, la musica dark e il cinema contemporaneo: pensiamo al regista Tim Burton.Il fascino dei Preraffaelliti non si è spento, ritorna nel contemporaneo
FOTO DI COPERTINA
Dante Gabriel Rossetti, Ecce Ancilla Domini, o L'Annunciazione, 1849-50, olio su tela, 72x41cm., Tate Gallery, Londra